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Posts Tagged ‘infinite jest’

Tennis

5 marzo 2010 3 commenti

campo_da_tennisSchtitt sapeva che il vero tennis non era fatto da quella mistura di ordine statistico e potenziale espansivo che veneravano i tecnici del gioco, ma ne era anzi l'opposto – non-ordine, limite, i punti in cui le cose andavano in pezzi e si frammentavano nella bellezza pura. Che il vero tennis non era più riducibile a fattori delimitati o a curve di probabilità di quanto lo fossero gli scacchi o la boxe, i due giochi di cui è un ibrido. […] E Schtitt, le cui nozioni di matematica formale sono probabilmente equivalenti a quelle di un puericultore taiwanese, sembrava tuttavia sapere ciò che Hopman e van der Meer e Bollettieri sembrano ignorare: e cioè che individuare la bellezza e l'arte e la magia e il miglioramento e le chiavi dell'eccellenza e della vittoria nel complesso flusso di una partita di torneo non è una questione frattale di mera riduzione del caos a forma. Sembrava sentire intuitivamente che non era una questione di riduzione ma – perversamente – di espansione, il fremito aleatorio della crescita incontrollata e metastatica – ogni palla ben colpita ammette n possibili risposte, 2 alla enne possibili risposte a queste risposte, e così via fin dentro a quello che Incandenza avrebbe definito  […] un continuo cantoriano di infinità di possibili colpi e risposte, Cantoriano e bello perché capace di crescere eppure contenuto, un'infinità di infinità di scelte ed esecuzioni, matematicamente incontrollata ma umanamente contenuta, delimitata dal talento e dall'immaginazione di se stessi e dell'avversario, ripiegata su se stessa dalle frontiere date dall'abilità e dall'immaginazione che infine fanno soccombere uno dei giocatori, che impediscono a entrambi di vincere, che finiscono col fare di tutto questo un gioco, queste frontiere del sé.

[…]

Cosa sono quelle frontiere se non le linee di fondocampo, che contengono e dirigono verso l'interno l'infinita espansione del gioco, che rendono il tennis simile agli scacchi in movimento, un gioco bello e infinitamente denso?
La grande intuizione di Schtitt […]: il vero avversario, la frontiera che include, è il giocatore stesso. C'è sempre e solo l'io là fuori, sul campo, da incontrare, combattere, costringere a venire a patti. Il ragazzo dall'altra parte della rete: lui non è il nemico, è più il partner nella danza. Lui è il pretesto e l'occasione per incontrare l'io. E tu sei la sua occasione. Le infinite radici della bellezza del tennis sono autocompetitive. Si compete con i propri limiti per trascendere l'io in immaginazione ed esecuzione. Scompari dentro al gioco: fai breccia nei tuoi limiti: trascendi: migliora : vinci. Ecco la ragione per cui il tennis è l'impresa essenzialmente tragica del migliorare e crescere come juniores serio mantenendo le proprie ambizioni. Si cerca di sconfiggere e trascendere quell'io limitato i cui limiti stessi rendono il gioco possibile. E' tragico e triste e caotico e delizioso. E tutta la vita è così, come cittadini dello Stato umano: i limiti che ci animano sono dentro di noi, devono essere uccisi e compianti, all'infinito.

(David Foster Wallace, Infinite Jest, pp. 113-114, 116)

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San Remo, la televisione, la vita, la morte

Non ho visto nemmeno un minuto del Festival di San Remo. E non ne ho sentita alcuna canzone.

Ho letto che ad aver vinto è stato un certo Marco Carta, che non avevo mai sentito nominare prima. Mi sono documentato: così sono venuto a sapere che proviene dal programma televisivo di Mediaset “Amici” – di cui ha vinto la settima edizione –  la cui ideatrice, anima e conduttrice, Maria De Filippi, è stata ospite sul palco del teatro Ariston, proprio la serata conclusiva del Festival. Affiancava un’altra icona-Mediaset, Paolo Bonolis (un po’ più bipartisan, lui, visti i trascorsi in Rai).

E’ stato facile per molti parlare di inciucio televisivo, di RaiSet, di prove tecniche di regime mediatico. Facile e vero.

Ma dal mio punto di vista trovo che l’esito del Festival costituisca (anche) il perfetto paradigma della Narrazione Televisiva Contemporanea (NTC).

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