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Posts Tagged ‘donne’

Se non ora, quindi?

Quindi ci sono andato, non mi sono posto nemmeno il dubbio. Con mia moglie Claudia e nostro figlio, Raffaele.
Non ho neanche ben capito i distinguo, le diffidenze, i teniamoci separati. Teniamoci separati? E perché? Perché i maschi, tutti i maschi rappresentano forse la cultura dominante incarnata ed esaltata da Berlusconi?

Bene, a Roma, alla manifestazione, c'erano donne e c'erano uomini, nella stessa misura, come in qualsiasi altra manifestazione, mescolati, abbracciati, sorridenti e solidali. Non ho percepito alcuna differenza.
Se così non fosse stato la manifestazione sarebbe stata un fallimento. La forza culturale che questa marea umana di uomini e donne, di coppie e di semplici amici, di genitori e figli ha saputo trasmettere è immensamente superiore a quella che avrebbe potuto suggerire un corteo "di genere".
Noi maschi eravamo lì, con naturalezza e indignazione. La stessa indignazione, non dirò maggiore (ma forse lo penso). Io non sono così. Io non ho trasmesso e non trasmetto questi valori a mio figlio maschio. Io mi sento umiliato e raggirato ad essere rappresentato da quell'uomo.

Sono ovvietà, ma purtroppo non del tutto. Per questo era indispensabile che noi maschi fossimo lì. Perché siamo stati il segno che c'è un mondo, un mondo nella sua interezza e complessità, nella sua implicita diversità a dire: noi con quella subcultura pre-moderna, arcaica, con questa resa imbarazzante ad ogni istinto primordiale e all'esaltazione del potere esercitato con la rozzezza di un vecchio satiro di una commedia plautina, greve e così tragicamente in sintonia con i sentimenti delle folle, noi con questo non vogliamo proprio avere niente a che fare. Il nostro mondo è diverso. Il mondo è diverso.

Noi amiamo, almeno ci proviamo, le nostre donne, e ci teniamo a noi stessi, alla nostra intelligenza, alla nostra sensibilità e al nostro futuro. Noi ci teniamo stretti i nostri difetti e forse la nostra ipocrisia, la debolezze e le difficoltà a stare al passo con la storia, ma non cederemo di un millimetro sul fronte della difesa dei diritti delle nostre compagne di vita, delle nostre amiche, colleghe.

E' davvero triste doverlo ribadire, oggi, nel 2011, in un paese occidentale, in Europa. E' umiliante.
Ma necessario.
Cosa cambierà da domani? Penso niente. Penso che molte donne continueranno a ritenere giusto essere carine con il capo per fare carriera, per entrare ad Amici, o nella casa del GF. Continueranno a esserci ragazze che continueranno a sognare di incontrare prima o poi il loro Fabrizio Corona.
E uomini, tanti uomini che continueranno a farle credere che è proprio così che funziona.

C'è da lottare, mica finisce qui.

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Cambiare vita

4 marzo 2010 3 commenti

Una giovane donna, 32-33 anni ha un paio di problemini da risolvere. Non si piace: ha il seno piccolo.
Niente paura, c’è Natasha Stefanenko, che, per conto di Cielo (sky, in inglese, vi dice niente?), canale in chiaro del Digitale terrestre, ha la soluzione pronta per lei. Un piccolo intervento di chirurgia plastica, a spese del network, s'intende, e oplà. La nostra giovane signora milanese potrà davvero “cambiare vita” (non è solo un problema di seno piccolo, ma anche di cellulite ai fianchi e sui glutei, è proprio tutta scombinata, ha un corpo “a pera” sintetizza con elegante efficacia il chirurgo che se non fossimo nell’emittente della concorrenza definiremmo quanto mai berlusconevole).

La nostra signora è eccitata all’idea di rifarsi tutta, ma soprattutto le tette, è chiaro, anche perché, questo si capisce subito, ha un marito/compagno che non vede l’ora: così non ti volterai più a guardare le tettone per strada! Gli dice infatti lei. Ti amo, le risponde lui, sulla porta di casa, prima di avviarsi alla Clinica Galeazzi con la macchina della produzione.
Lì l’aspetta un’equipe efficientissima, formata dal “professore”, l'anestesista e da due baldi assistenti (poco meno che trentenni). Il professore come il dottor House, ma più gioviale, spiega ai due le caratteristiche dell’operazione mostrando delle foto che ritraggono la povera signora presa da ogni profilo. Vedete che brutte? Fa il professore indicando le tette. Una più bassa dell’altra. E il profilo? Mmmh… sembra un maschio per quanto è piatta. E le cosce? guardate qui che cellulite. Certo noi le faremo la liposuzione, ma se non si mette un po’ a dieta, hai voglia…

Come in ogni docufiction che si rispetti seguiamo la signora in tutte le fasi preparatorie dell’intervento, e nell’intervento stesso. Nulla ci viene risparmiato. La spogliano, con un pennarello la sezionano, la calcolano, tracciano i punti critici e individuano i punti dove il bisturi andrà a colpire. Le fanno provare due protesi mammarie. La prima non la soddisfa: troppo piccola. La seconda è proprio quello che fa per lei. Lei le tette le vuole grandi, deve vedersi “piena”, dice più volte, e i medici lo ripetono trattenendo a stento una risata di scherno, sì sì, piena, a noi ci piace piena.
Quando a  forza di tratti di pennarello è finalmente diventata una specie di bersaglio mobile, flaccida, con le tettine scoperte e i glutei recalcitranti, le vien detto che può sdraiarsi e addormentarsi felice. Quando si risveglierà sarà un’altra persona. E lei lo è davvero, felice e colma di speranza perché sta per cambiare vita!

L’intervento non presenta particolari difficoltà. Il grasso dalle cosce e dai glutei viene via che è una bellezza (è una mistura gelatinosa più liquida di quanto uno non creda, fra il rosa e l’albicocca). Ne tirano fuori quasi 2 chili.
Anche quello al seno va via liscio. Il chirurgo commenta ilare e giulivo ogni fase dell’operazione.
Il risveglio, si sa, è la fase più delicata. La signora ha un male boia, e sicuramente si starà domandando se ne è valsa la pena.
Ma certo che ne è valsa la pena!
Tornata a casa il maritino le fa trovare un regalino pensato con il cuore: un reggiseno taglia terza (credo), che finalmente si potrà riempire! Lei lo bacia e gli dice ti amo. Lui è felice, ora ha una moglie con le tette.

Cambio vita
va in onda su Cielo, il mercoledì sera.

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