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Regali

19 ottobre 2011 1 commento

Ogni regalo è un atto di fede.

Fare un regalo è anche ricevere un regalo, nello stesso gesto.

Un regalo è come una pietra miliare, che non indica quanto manca alla destinazione, ma quanta strada si è fatta. Qualche volta è un po' sbilenca, coperta dai rovi, perché non si fa più la manutenzione.

Un regalo è una radice.

Un regalo è un invito.

Ogni regalo è invadente.

Ogni regalo è uno specchio.

Il regalo divide il tempo, divide lo spazio, è un moltiplicatore. Ogni regalo divide e unisce allo stesso tempo.

Il regalo vive di vita propria e di luce riflessa, come la luna.

Ogni regalo lancia nello spazio una domanda. Non si sa se torna indietro.

L’Aquila

6 aprile 2009 1 commento

L’Aquila non vola.

Ho lavorato a L’Aquila quasi tre anni. Ci ho vissuto sette mesi, gli altri li ho passati sul pulman, in autostrada.
A L’Aquila piove, a L’Aquila fa freddo, nevica, si gela davvero. A L’Aquila si va a dormire presto, d’inverno, ma si fa tardi a capo Piazza o a piedi Piazza, l’estate.
E’ piena di ragazzi, L’Aquila, era piena. Ora l’università è in macerie, gli uffici di Palazzo Carli, sede del Rettorato, dove la mattina del 5 marzo 1991 sono andato a prendere servizio, divenendo un funzionario dello stato, sono implosi. Le altre sedi chissà che fine hanno fatto, lassù a Roio, o a Coppito. E i miei colleghi? Daniela ogni tanto legge questo blog. Non so nulla. Sembra che tutti siano in salute.

A L’Aquila vive mia sorella Laura. In una bella casa centrale, zon San Domenico. Con una gatta di nome Bea. Una gatta rossa, scontrosa, altera, impaurita. La casa è ancora lì. La gatta, forse, nascosta sotto qualche divano, come fa sempre. Attorno, morte e detriti, aria rinsecchita dalla polvere dei calcinacci. E silenzio.

Quando il letto ha cominciato a tremare, qui a Roma, alle 3 e 32, ho pensato: potrebbe non essere a L’Aquila. Potrebbe essere stato un lieve terremoto sui Castelli. O uno forte più lontano. A L’Aquila erano giorni che la terra tremava incessamente. Ma chi poteva dire se e quando sarebbe arrivato Il Terremoto?

E’ uan cosa che uno si aspetta, il terremoto. Poi quando arriva tutto diventa  il Terremoto. Non sembra che ci possa essere una realtà diversa dal Terremoto, si convive con il Terremoto come in guerra.

Noi non sappiamo niente del Terremoto.

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Pecore

5 settembre 2008 1 commento

Ieri due pecore si sono perse, vicino casa mia. Proprio così. Due pecore. La prima brucava tranquilla vicino l’ingresso della metro; l’altra l’ho vista venirmi incontro sulla strada, al galoppo (le pecore galoppano), l’aria stupida e disperata di chi sa benissimo di stare facendo una cosa senza alcun senso (perché correre proprio da quella parte? non è che alla fine della strada avrebbe mai potuto trovare il gregge, e poi come avrebbe potuto saperlo? – e infatti si sbagliava, io venivo da quella parte e sapevo che non c’era nessun gregge. Ma soprattutto: era contromano).

Sono salito in macchina, mi sono voltato intorno (per vedere se ce ne fossero altre, non ce n’erano), e sono arrivato a casa. Non ho più pensato alle pecore, se non adesso.
Sono sicuro che avranno trovato la strda di casa. Difficilmente una pecorella si smarrisce, di questi tempi.

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