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Posts Tagged ‘berlusconi’

Abbiamo vinto

13 giugno 2011 6 commenti

Ore 16:00. Di fronte ai dati dell'affluenza (il quorum è stato superato, anche se di poco), Gaetano Quagliarello e Paolo Bonaiuti, visibilmente soddisfatti e finalmente rilassati, dichiarano alla stampa che si è trattato di un sostanziale pareggio, se non di una risicata, sofferta vittoria per il Popolo della libertà in generale e Berlusconi in particolare.
Infatti, dati alla mano, poiché i SI hanno non hanno ottenuto, come si auguravano i promotori dei referendum, il 100% delle preferenze, se sommiamo gli sparuti NO al numero di elettori che non è andato a votare risulta chiaro ed evidente come i sostenitori di Berlusconi siano saldamente maggioranza nel paese.

(ora vai con riti apotropaici)

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Berlsuconi com’era (com’è)

17 settembre 2010 Lascia un commento

Le foto del Berlusconi quarantenne  pubblicate sul sito dell'Espresso  sono interessantissime (anche a prescindere dalla pistola) per un motivo, secondo me. Ciascuno si vede, e proietta nel mondo che lo circonda la propria immagine, secondo un modello che non è per forza quello attuale.

Anzi, generalmente io credo che sia gli uomini che le donne abbiano un'immagine di sé cristallizzata in una certa fase della propria vita, e quella immagine, fissata come quella delle foto tessera sulla patente, e non quella che gli anni trasformano, spiegazzano, umiliano, percepiscono come il proprio modo di proporsi al mondo. E questa immagine è quella di un uomo/donna giovane, con un viso dalle determinate proporzioni, con un certo appeal, con capelli di un certo tipo eccetera.
Questa immagine ci fa compagnia tutta la vita, ci sentiamo quello lì ed è strano quando ci rendiamo conto che implacabilmente l'età ci ha trasformati in qualcos'altro.

Ecco, secondo me queste foto ci spiegano molto del Berlusconi di oggi: lui davvero crede di essere un piacente seduttore (in queste foto, certo, datate – ma stiamo parlando degli orrendi anni settanta – direi che a suo modo lo è, malgrado i capelli lo stiano già cominciando ad abbandonare); un uomo che può ostentare sicurezza e forza, un uomo "giovane e di successo". Un uomo che può guardare a un radioso futuro perché ha già molto costruito. Un uomo che gioca tutto sull'adulazione.
Un uomo che gioca tutto sull'ostentazione di sé, che canta sul palco dopo aver stretto patti indicibili con lo stalliere Mangano.
Un uomo così non può cambiare, può solo ambire a un trono, alla dominazione.

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Nel vivo

Bene. Si entra nel vivo.
Che la Chiesa cattolica, cui mi pregio di appartenere, se ne uscisse alla quasi-vigilia delle elezioni con un spot anti-Bonino era assai prevedibile.
La stessa candidatura di Bonino era un assist imperdibile quanto scontato. E il voto delle suore? e delle parrocchie? ci eravamo chiesti tutti un minuto dopo l'annuncio della Emma. Qui si va incontro a sconfitta certa.
Quindi di che indignarsi?

Piuttosto mi indigna la pars construens (o costruens?)
Passi Bonino, campionessa della laicità.
Ma dall'altra parte? Come si può candidamente proporre di votare per "quelli"?

Abbiamo (a parte la Polverini, il cui pensiero religioso credo ignori la totalità della popolazione italiana), abbiamo la negazione dela civiltà cattolica-cristiana. Abbiamo il fideismo pagano, il sentimentalismo populista new age che si costruisce la religiosità su misura (cos'altro è lo slogan stucchevole dell'amore che tutto vince se non il trionfo della spiritualità fai da te, vacua e fricchettona di una qualsiasi setta neo-orientaleggiante?).
Le presunte radici cristiane vantate dai partiti di destra non reggono l'impulso franoso dell'intolleranza e della volgarità egoista più pura, incarnato dalle stesse persone che armano i loro fucili di slogan rétro, nebbiosi e radicali inzuppati nelle torbide acque del Po.
E per carità di patria lasciamo stare i comportamenti del capo supremo. Anzi no. Per una volta. Accettiamo lo scontro sul terreno dell'ovvio.
Campione della vita e della tradizione il nostro presidente? Campione della morale ipocrita e mercimoniosa di valori custoditi nei cassetti con la lavanda da tirar fuori la domenica mattina dopo i bagordi dionisiaci del sabato sera. Sappiamo tutto dell'Uomo. E sia. Accettiamo la sua solidarietà al papa. Accettiamo il sorriso da padre buono, una po' birboncello e un po' peccatore. Chi non lo è. Ma almeno: difensore della vita! Il campione della ricchezza e della sconcezza fatta Idolo, il Rettore dell'Università del profitto e della materia sudicia di visceri di agnelli d'oro manufatti con i soldi della ricostruzione.
Questi sono i valori che la Chiesa italiana propone ai suoi fedeli. L'inconsistenza di sentimentalismi a-cattolici, in salsa di bacco, rivoltati nel lettone di Putin fra tette scollegate fra loro come neuroni nel cervello fritto di Cota.

Toghe rosse che non lo erano

11 febbraio 2010 1 commento

Da rapida ricerchina in Google

Il GIP Rosario Lupo, che ha ordinato l’arresto dell’imprenditore Balducci, e ha svelato nella sua ordinanza come funzionasse il sistema "gelatinoso" che vedeva Bertolaso al centro di un sistema di corruzione e donnine, fra altre cose era noto, fino ad oggi, per aver archiviato le accuse contro Berlusconi nel Lodo Mondadori (http://www.beppegrillo.it/2009/03/colpirne_uno_per_educarne_cento/index.html) e aver fatto arrestare l’ex capogruppo del PD al Consiglio comunale di Firenze, Formigli, per associazione a delinquere, falso, corruzione e abusi d’ufficio (http://ambienteonline.splinder.com/archive/2009-10), per fatti di abusivismo edilizio.

Dilettanti allo sbaraglio

Immunità parlamentare, legittimo impedimento, lodo di qua lodo di là.
Ora l’ultima proposta per accettare il fatto che il Signor Berlusconi Silvio non posso/debba essere processato fino a che rivesta una carica pubblica (ché, dopo quella attuale, ne troverà senz’altro un’altra) è firmata da una senatrice del PdL, Compagna, e da una senatrice del PD, Chiaromonte.
Da scommetterci che passerà alla storia giornalistica come il "lodo compagna chiaromonte".

Quello che non capisco è la procedura.
Parlo per la Sen. Chiaromonte, ovviamente. La Senatrice Compagna può fare ciò che vuole senza dover rendere conto a nessuno.
La Senatrice Chiaromonte, al contrario, un problemino ce l’ha, e non posso credere che non lo sappia.
Del resto la sua ispirazione la trae non chissà da dove, ma dai suoi compagni di partito, molto più illustri di lei, che so? Violante. D’Alema…. (di sguincio: la senatrice Chiaromonte sostiene la candidatura Bonino, nel Lazio)

Il problemino della senatrice Chiaromonte è che si ta parlando di un provvedimento – qualunque sarà alla fine – da far digerire al proprio elettorato come una medicina amara, amarissima.

Io non penso che una soluzione – anche oscena (qualunque soluzione mi sembrerebbe oscena) – non vada trovata. Anche la boutade di De Magistris (mandiamolo alle Cayman con un salvacondotto, è a suo modo oscena, anche se brillante e condivisibile, anzi, in fin dei conti, auspicabile).

Ma quello che non funziona in quest casi è il metodo, postmoderno, molto secondarepubblica, di fregarsene del consenso della propria parte politica.

Da vecchio osservatore quasi-militante di sinistra, penserei che la prima cosa da farsi in questi casi è formare il consenso. Produrlo, con pazienza e abilità. Non si può pensare che il popolo di sinistra si beva qualsiasi cosa venga prodotta dalla prima senatrice che passa. O dall’ultimo Violante.
Invece è così.
E’ questa interpretazione berlusconiana della politica che trovo insopportabile. Ormai fatta propria da chiunque (da Fini a Di PIetro).

Il comunicato stampa è il luogo dove si forma il consenso. Anzi, che lo ignora. Avuto un mandato dagli elettori il modo migliore di onorarlo è farsi gli affari propri, deliberare come se si avesse avuto carta bianca su tutto, a prescindere da tutto.
Poi naturalmente, un quarto d’ora dopo, escono altre agenzie, della stessa parte politica, che smentiscono: Casson (l’ex giudice) dichiara:  la senatrice ha parlato a titolo personale, la sua proposta non è la linea del partito. Ma ovvviamente anche Casson parla a titolo personale.

Ora, non penso che su ogni argomento si possa fare un referendum nei Circoli del PD per stabilire la linea.
Ma per la miseria, ci saranno dei gradi intermedi di mediazione democratica?

Le mie dieci domande a Berlusconi

29 agosto 2009 2 commenti

In attesa di un cenno di vita da parte delle signore ministre Carfagna Mara, Prestigiacomo Stefania, Meloni Giorgia, Gelmini Mariastella, Brambilla Michela Vittoria sulla nota vicenda del premier e in ispecie sull’immagine della donna che ne esce, ripropongo le mie dieci domande a Silvio Berlusconi, già pubblicate su questo blog qualche settimana fa, e che riguardano più direttamente i "significati" che non i "fatti", oggetto delle famose dieci domande di Repubblica, appena querelate dal capo del governo. Insomma "il contesto".

1. Molte ragazze italiane, specie provenienti dalle regioni più povere, hanno come unica aspirazione quella di diventare “velina”, o “meteorina”, ne è al corrente, Presidente?

2. L’aspirazione delle suddette ragazze italiane a diventare “velina”, o “meteorina” deriva quasi esclusivamente dal modello “culturale” imposto dalle sue televisioni, è d’accordo Presidente?

3. Il fatto che per molte ragazze la sola aspirazione sia quella di diventare “velina” o “meteorina” è un chiaro segno della decadenza culturale  e del degrado morale del nostro paese, è d’accordo, Presidente?

4. Lo sfruttamento della donna come oggetto di piacere, ancorché non a pagamento (o ignorando che lo sia), è un reato grave, morale e sociale perché colloca la donna in una condizione di schiavitù che qualsiasi essere umano vivente nel ventunesimo secolo dovrebbe combattere, è d’accordo Presidente?

5. Consentire ad un membro del proprio staff di entrare nella propria camera da letto in presenza di una donna con la quale si è in atteggiamenti intimi equivale a considerare quest’ultima indegna della più basilare forma di rispetto e di considerarla quindi niente più che un oggetto di piacere, è d’accordo Presidente?

6. Nell’Italia governata da 15 anni, con qualche piccola parentesi, dalla sua parte politica, la Corte dei Conti denuncia che circa un 4% del Pil (50/60 miliardi) viene “risucchiato nel vortice della corruzione”, definendola, di fatto, una “tassa occulta”. I Suoi ministri hanno sottolineato il dato con viva preoccupazione. Ma come mai un Governo deve essere messo a conoscenza di questi dati da un rapporto pubblico della Corte dei Conti? Non esistono strumenti di controllo preventivi, Presidente? E non pensa a un decreto legge immediato per arginare il “fenomeno”?

7. Non pensa, Presidente, che il “fenomeno” della corruzione sia solo l’altra faccia della medaglia della situazione politica, morale e sociale in cui versa il paese anche a causa di quanto esposto nei punti precedenti?

8. Una delle ditte vincitrici del bando per la costruzione della prima New Town all’Aquilasembra essere fortemente compromessa con la mafia siciliana. Pensa di fare o, quantomeno, di dire qualcosa in merito?

9. Più in generale, cosa sta facendo, in concreto, questo Governo contro le Mafie che detengono il potere nel meridione, e non solo, d’Italia? Non pensa, Presidente, che il controllo del territorio da parte delle organizzazioni criminali, sia visceralmente connesso, anzi ne è il principale “brodo di coltura”, con il degrado politico, morale e sociale in cui versa il paese anche a causa di quanto esposto nei punti precedenti?

10. Il fatto che le italiane e gli italiani, in buona parte, non le abbiano (ancora) voltato le spalle può voler dire che essi sono d’accordo con i suoi comportamenti, e le sue scelte private e politiche e forse la invidiano pure. Se è così, non pensa, Presidente, che essere consenzienti con il suo “stile di vita” (documentato e provato anche in assenza di qualsiasi ipotesi di reato – ad oggi improbabile) possa rendere legittima la rappresentazione del sistema sociale e politico del nostro paese come un “basso impero”?

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Come volete che si stia qui

Come volete che si stia qui .. ma lo sappiamo solo noi
di Laura Tarantino

La gente mi chiede come sto. Come velete che stia? DI MERDA. Stiamo tutti di merda, 70.000 persone stanno di merda. Senza casa, senza la città, senza tessuto sociale, senza gli uffici. Molti di noi non rientreranno nella loro casa se non tra molti anni (me compresa), molti di noi non ci rientreranno più, perchè la casa la hanno già perduta, o perchè gliela stanno per abbattere. Tutti non rivedremo la città ricostruita prima di 7/8 anni, almeno. Le persone anziane rischiano di non riverderla mai più.

(Tra parentesi: non viene neanche data comunicazione ai proprietari che le case vengono abbattute, ci si aspetta che siano loro ad informarsi. Che so, una cosa tipo: "scusi, che per caso state per abbattermi la casa? ah no? allora che faccio, ripasso tra qualche giorno e magari me lo dite?")

E intanto che facciamo? Chi può lavora, lavora 100 volte più di prima, lavora in condizioni disastrate e disperate. Anche perchè tutti gli aspazi agibili in città sono stati occupati dalla Protezione Civile, obbligando altri operatori cruciali per la ripresa della città, come l’Università ad esempio, ad andare altrove. Una Protezione Civile che, con le parole del rettore Di Orio «ha una visione dell’occupazione degli spazi inquietante», parole su cui non posso essere più d’accordo (http://www.corriereuniv.it/2009/06/laquila-il-rettore-chiede-spazie-attacca-bertolaso-pigliatutto/, o anche http://www.campus.rieti.it/jw/news/attualita/644-laquila-di-orio-attacco-frontale-a-bertolaso-linquietante-occupazione-di-spazir.html


Non tutti però riescono a lavorare, neanche in condizioni disastrate. E’ il caso dei dipendenti della Transcom, 360 persone poste in mobilità. La direzione generale spiega di non essere più in grado di pagare gli stipendi perché non più competitiva anche a causa del terremoto del 6 aprile, che ha reso inagibile la sua sede.

E’ il caso dei idipendenti della Technolabs – uno dei più importanti Centri di Ricerca e Sviluppo del centro-sud Italia a capitale esclusivamente italiano – 100 (su 160) dei quali hanno solo la prospettiva di 13 settimane di cassa integrazione a partire dall’inizio di agosto.

A fronte di questa drammatica situazione, qual’è la risposta del governo per rilanciare l’economia? Ad esempio quella di richiedere ai residenti del 49 comuni del "cratere", a partire da gennaio 2010, la restituzione dell’IRPEF non versata a seguito del terremoto, da effettuarsi al 100% in 24 rate. Per darvi un parametro di confronto, nei paesi colpiti dal terremoto del’Umbria, l’Irpef non venne versata per 24 mesi, e viene resituita ADESSO, dopo dieci anni e più, al 40% e in 120 rate (situazione analoga si verificò per gli alluvionati in Piemonte).

Cosa passa invece dai mezzi di comunicazione "istituzionali"? Passa la voce di un Presidente del Consiglio che grida al miracolo per la costruzione di alloggi per circa 13.000 persone, quando allo stato attuale solo il 54% delle abitazioni fuori del centro storico è agibile. Se la stessa percentuale fosse valida anche per il centro storico i conti sono presto fatti: circa 35.000 sfollati (tralasciamo poi l’incresciosa situazione del centro storico di cui posso dare testimonianza diretta: del nostro futuro a tutt’oggi non sappiamo nulla, nulla di nulla al di là di poche parole del premier: «nel centro storico il tempo sarà contato non in mesi ma in anni»).

E basta. Questo è il suo miracolo,. E ad agosto il premier vuole prendere casa all’Aquila per seguire i lavori di queste casette perché, parole sue, «l’occhio del padrone, come si dice, sappiamo cosa produce.. (padrone? Padrone? siamo noi i padroni della nostra città, caro premier).

Racconto queste cose, fuori dal "cratere" e la gente sembra non credermi. Abbiamo tutti la sensazione di essere stati abbandonati.

Ma anche qui, tranne in rare eccezioni, le informazioni sulla situazione dei terremotati continuano ad essere condivise solo dai terremotati stessi. E così continuiamo a parlarci addosso.E il resto d’Italia continua a non sapere niente.

E voi, che pensate di fare? Continuare a guardarci come poveri animali allo zoo, che forse stanno anche diventando un po’ noiosi a fare e dire sempre le stesse cose da tre mesi? Bè, temo proprio che la noia continuerà per qualche anno …

Laura Tarantino
Università dell’Aquila

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