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De delictis gravioribus / 4

7 maggio 2010 2 commenti

Oggi, la quarta puntata dell'inchiesta su Chiesa cattolica e pedofilia

[continua da qui. Qui la prima puntata. Qui la seconda puntata]

Padre Lawrence C. Murphy ha abusato per anni, fra gli anni cinquanta e settanta, di centinaia di adolescenti sordi della scuola St. John's a St. Francis, Wisconsin. Ci sono voluti vent'anni per provare a intentare un processo che peraltro non si è mai svolto perché da Roma si preferì soprassedere, in considerazione dell'età di Murphy (stavolta troppo vecchio) e del fatto che ormai era passato troppo tempo dall'epoca dei fatti.
Dalla ricostruzione fatta dal New York Times emerge abbastanza chiaramente come all'epoca dei fatti Padre Murhpy fu coperto dai suoi superiori e, malgrado la sua Diocesi fosse al corrente delle accuse che lo coinvolgevano, non solo non fu punito in alcun modo, ma anzi fu promosso Preside della scuola, ruolo che mantenne fino al 1974 quando, per le pressioni di alcuni ex studenti che affissero fuori della cattedrale di Milwaukee la sua fotografia con la scritta "Most Wanted", venne messo a riposo.

Continua su La poesia e lo spirito

De delictis gravioribus

Su La poesia e lo spirito ho iniziato la settimana scorsa a pubblicare una serie di articoli a proposito delle tristissime vicende di pedofilia che riguardano membri della Chiesa cattolica, e di come questa li abbia trattati nel passato e come lo stia facendo ora.

Partendo dai casi messi in luce recentemente dal New York Times, quello di Stephen Kiesle e quello di Lawrence C. Murphy, la cui documentazione il giornale americano ha ricevuto dai legali di alcune delle vittime e che ho letto per intero, ho cominciato un viaggio decisamente doloroso con l'intenzione di provare a capire, dall'interno, questa orrenda pagina. Darammatica per tutti: per le vittime, ovviamente, ma anche per tutta la Chiesa.

Sono rimasto molto colpito dalla mancanza di voci dichiaratamente critiche dall'interno della Chiesa (ad eccezione di quella di Hans Kung, qui e anche qui). Come se sul banco dell'accusa potessero sedere solo laici, atei antipapisti, protestanti, anglicani. Ma non i cattolici.
Può darsi che mi sbagli. Che mi sia sfuggito qualcosa.
Ma la percezione, sulla stampa, sui media, sui blog, è di un assoluto arroccamento a difesa di papa Ratzinger, senza se e senza ma.

Ecco i link:
Prima puntata
Seconda puntata
Terza puntata

(ne seguiranno almeno altre quattro)