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L’Economist e Padre Pietro Lavini, il muratore di Dio

30 settembre 2015 1 commento

L’Economist e Padre Pietro Lavini, il muratore di Dio

[riceviamo e volentieri pubblichiamo, come si diceva una volta…]

laviniL’Economist è il migliore settimanale d’economia al mondo. Potrete anche non condividere il messaggio dei suoi articoli, ma non vi annoierete mai. L’uso della lingua è perfetto. Gli articoli sono chiari: c’è un’introduzione e uno sviluppo che prosegue senza incertezze. Le conclusioni non sono mai ambigue. La reputazione del giornale è altissima. Ogni settimana le copie vendute sono circa 1,5 milioni. È leggendaria l’abitudine dell’Economist di non dare nulla per scontato. Ogni settimana si trovano frasi del tipo “Mr. Obama, currently President of the USA”.

Una rubrica “cult” dell’Economist è l’obituary, pubblicata nell’ultima pagina. Gli obituary sono una specializzazione della stampa inglese. Sono importanti, come gli articoli in prima pagina dei nostri giornali. Gli obituary non sono mai lasciati all’ultimo giornalista arrivato.

Di norma gli “obituary” dell’Economist sono dedicati a inglesi e americani. È una scelta naturale, data l’origine del giornale e il fatto che negli Stati Uniti vende il 50 per cento delle copie. Alcuni personaggi degli obituary sono degli sconosciuti per noi italiani, ma ci sono naturalmente ricordi dedicati a premi Nobel, scrittori, artisti, scienziati e politici. Ad agosto, ad esempio, è stato ricordato Oliver Sachs, a settembre Jackie Collins.

Ogni anno gli obituary dedicati a personaggi italiani sono rari. Ciò è normale. Direi che la nostra percentuale – due/tre obituary all’anno – è simile a quella francese o tedesca. A memoria, ricordo obituary dedicati negli ultimi anni a Andreotti, Rita Levi Montalcini e Ferrero (l’imprenditore).

Sono quindi rimasto sorpreso dell’obituary del 22 agosto scorso, dedicato a  Padre Pietro Lavini, morto nel suo eremo di San Leonardo (nelle Marche), il 9 agosto. Non avevo mai sentito parlare di Lavini. Ho cercato di raccogliere qualche informazione, ma non ho trovato nessun riferimento alla sua fine sulla stampa nazionale più importante. Solo alcuni articoli nelle edizioni regionali.

Andate a leggere la storia incredibile di questo prete francescano.  Resta un mistero di come l’Economist abbia scelto di parlarne. O è una piccola lezione per la nostra grande stampa?

Categorie:italia, varie

Nulla die sine… Più libri più liberi

Nulla die* sarà presente a Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria di qualità dal 6 al 9 dicembre a Roma EUR nello spazio Bibliolibreria. I nostri libri si potranno prendere in prestito o acquistare.

Giovedì 6 dicembre ore 15 (Spazio incontri Bibliolibreria)

La scrittura è donna. E il mercato editoriale?
Intervengono le autrici Greta Cerretti, Laura De Angelis, Lucia Guida e Cristina Lattaro. Coordina Antonella Santarelli

Domenica 9 dicembre ore 11 (Spazio incontri Bibliolibreria)La narrazione al tempo della crisi
Intervengono gli autori Elio Carreca, Fabio Woody Carroccia, Francesco Giannoccaro, Salvatore Giordano, Niki Loia, Fabio Musatii e Fabrizio Sparaco. Coordina Ezio Tarantino.**

 

* il mio editore
**(cioè io)

Categorie:varie

Tedesco

In treno per Milano.
La signora, ultraquarantenne, sembra la versione ruspante di Franca Leosini. Insegna storia e filosofia in un liceo a Nola. Ha piglio e fiero cipiglio, la bocca snodata, la parlata franca e diretta. Ha apprezzato tantissimo Saviano. Legge Rinascimento privato di Maria Bellonci. Viaggia con un figlio di ventidue anni e con uno di otto (del secondo matrimonio).
Racconta alla sua dirimpettaia, una agente di viaggio nata e vissuta negli Stati Uniti ma residente a Testaccio, delle sue avventure scolastiche.
Un giorno stavo spiegando storia. La Repubblica di Weimar (detto ‘veimer’). In quel momento è entrato il Preside e mi ha corretto: “Vaimar, professoressa, vaimar!”
E che ne sapevo io, mica lo so il tedesco. Questa parola qui, per esempio, lei come la legge?
(scrive sull’ultima pagina del libro)
Ah io guardi il tedesco… L’ho studiato tre anni ma non lo so proprio parlare… Idegher… Si legge Idegher, ma che vuol dire?
E’ un nome di un filosofo. Io dico Eidèggher, invece come si dice?
Idegher. La lingua non la so però mi ricordo le regole della pronuncia.
Idegher, mo me lo segno, grazie.

Categorie:discorsi, varie

Cose che succedono

27 settembre 2006 1 commento

Vi stavo coscienziosamente mettendo a parte di quanto è successo in questi giorni. Ma per due volte quanto scritto (buona mezza pagina) mi è sparito da sotto gli occhi. Sullo schermo è apparsa la scritta "Clicca per chattare". Lasciandomi in mutande senza la carta igienica, non so se mi spiego.

Bene, non ho alcuna voglia di ricominciare da capo. Quindi vi risparmio i dettagli sul diluvio universale di lunedì e relative conseguenza sulla rete sotterranea di trasporto urbano (volgarmente Metro); sul progetto faraonico di un non mega, ma medio parcheggio sotto la terrazza del Pincio fortemente voluto da Uolter, caro ragazzo (e del suo tentativo, purtroppo fallito, di piazzare dei coreografici sfiatatoi sulla terrazza stessa, che fa tanto Beaubourg. Sulla terrazza ci stanno, da tempo immemore, giostre e teatrini dei burattini. Gli sfiatatoi. Vabbè. Forse una volta ultimato il medioparcheggio non ci staranno più.)

Poi vi stavo raccontando di un tipo visto in metropolitana questa sera, ma non valeva la pena.

E per finire vi stavo anticipando che domani vado a Riva del Garda, ospite di una tavola rotonda, senza cavalieri, sull’open access.
Statemi bene.
Ah, dimenticavo. Ho terminato di leggere Horcynus Orca. Ma per questo ci sarà modo e tempo. Ci dovrà essere.

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Pesci rossi

1 maggio 2006 12 commenti

Qualcuno sa quanto stanno i pesci rossi senza mangiare? Ce ne hanno regalati due. Uno grande, l’altro piccolo, gli manca pure una pinna, come Nemo (no, lui ce l’aveva atrofizzata). Io però li voglio chiamare Timon e Pumbaa.

Non so niente di pesci rossi. Da piccolo spesso ho avuto in casa dei pesci rossi. Solo una volta li abbiamo trovati tarantolati sul pavimento della cucina. Di solito finivano nel laghetto di Villa Borghese, alla vigilia delle vacanze. Una volta mia madre ne ha buttato uno nel cesso e ha tirato l’acqua. Io ho asssitito all’operazione del tutto indifferente.

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Ieri…

Ostia, 20 febbraio 2005 Questo non è un blog diaristico, per cui questo post non c’entra niente.

Però siccome che siamo andati al mare, a Ostia Lido per la precisione, e ho fatto un sacco di belle foto tipo "mare d’inverno" e siccome sono tutte un po’ uguali e a rivederle non mi dicono niente, allora per consolarmi ne pubblico una lo stesso, così, tanto per ricordarmi, in futuro, di non scattare stupide foto del mare d’inverno.

Categorie:varie

Inciquid 5

Nuova grafica, nuovo URL (http://www.iquindici.org/content.php?content.35) e un mio racconto (Un sogno spezzato in via Cechov, che i ragazzacci hanno traslitterato in Checov, malandrini!)
Buona lettura!

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