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Archive for the ‘meta’ Category

Una lunga vacanza

10 luglio 2017 2 commenti

Il 27 agosto del 2003, incuriosito e con una precisa idea in testa, aprii un blog e lo chiamai così, Blog senza qualità, scegliendo questa copertina, tratta da una vecchia traduzione in ceco del capolavoro di Robert Musil, L’uomo senza qualità.

Il blog, fra i più longevi della galassia, ha resistito fino ad oggi, perdendo tuttavia sempre di più “necessità” e linfa vitale. E’ evidente come non sia più, e da parecchio tempo, un luogo di incontro, ma una bacheca mantenuta in vita soprattutto grazie all’assidua caparbietà di un unico redattore (RdB) che mi ha sostenuto negli ultimi tre anni pubblicando più di cento utilissime e sapide schede di romanzi.

Per qualche tempo non verrà più aggiornato. Rimarrà in linea perché ancora oggi, con una certa regolarità, gli articoli che ospita sono cercati e trovati e questo non può che farmi piacere.

Ora si va in vacanza. Una lunga vacanza.

 

Categorie:meta, riccardo db

Blog senza qualità nel 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 9.800 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 4 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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2013 in review

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Sydney Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 10,000 times in 2013. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 4 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

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Cominciamo

Si comincia di nuovo. Vengo da qui. Mi sono portato dietro quasi tutto. Piano piano finirò il trasloco.

Benvenuti.

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Chiavi di ricerca

28 gennaio 2010 2 commenti

Inauguro una nuova rubrica. Le più belle "chiavi di ricerca" grazie alle quali i miei visitatori occasionali finiscono qui, su questo blog.

Non credo di violare la privacy di nessuno, visto che sono a) del tutto anonime; b) consultabili pubblicamente entrando nelle statistiche d’uso del blog, cosa che chiunque può fare (se non mi sbaglio) cliccando sul pulsante in basso nella colonna di destra di questa pagina.

Visto che dubito di riuscire a pubblicare con regolare cadenza giornaliera la rubrica, penso che uscirà quando ne avrò voglia/me ne ricorderò.
Non c’è alcuna intenzione di deridere chi ha usato le chiavi di ricerca. Solo quella di sorridere di fronte al fatto che un blog abbastanza poco spiritoso, serioso, para-letterario come questo venga poi visitato da persone che hanno le esigenze più diverse, e/o lontane dai miei interessi.

Ieri, per dire, qualcuno è arrivato qui chiedendo a Google se "è possibile acquistare un’alligatore" (sic l’apostrofo). Un altro "come lavare la lana dei matterazzi" (sic),  infine qualcuno in cerca del "pennello cinghiale" (non un pennello grande, ma un grande pennello).

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Tautologico

Mi devo ricordare di ricordarmi che fra due giorni, il 28 agosto, questo blog compie sei anni.

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Il blog e Facebook

23 novembre 2008 4 commenti

FacebookFacebook risucchia energie, da Facebook non si scappa, è peggio di Scientology, o dell’Opus Dei, ma almeno non ci si rimettono soldi. Facebook è una bolla speculativa. Facebook distrae il fannullone di sinistra dai suoi doveri.

Ma la domanda che mi faccio io è: Facebook distrae dall’aggiornamento del blog (visto che questo blog ultimamente sonnecchia mentre su Facebook il suo curatore è frizzante e caustico come non mai)?

In una ansiosa parola: Facebook decreterà (come peraltro vuole qualcuno) la fine dei blog?

No. Su Facebook al momento prevale la goliardata, la citazione della canzone che ci piace, del video preso da YouTube. Non è lo spazio della riflessione, dell’approfondimento di alcunché. E’ uan grande bacheca dove ci si incontra, si scambiano informazioni abbastanza minimali, si incontrano vecchi amici, compagni di scuola, si gioca a bowling, si fanno quiz confrontando i risultati con gli amici.
già si fanno cose più interessanti e sempre di più se ne faranno (anche i blog all’inizio erano solo un giochino di adolescenti tutto amore-cuore-vasco-spinello).

Facebook è una comunità chiusa, per quanto ampia. E’ come una pay-tv, va solo per gli abbonati, anche se non si paga. Quando scrivo qualcosa so già quali persone la leggeranno; so già le facce che faranno.
Non che un blog come questo abbia eserciti di lettori ignoti. Alla fine gli affezionati sono sempre quelli e sono loro molto grato della fedeltà.
Ma almeno c’è tutto un nondo di passanti, di sconosciuti, di avventori casuali che possono passare a dare un’occhiata. Questo è bello. Il blog è di tutti.
Forse Facebook  fa diminuire il tasso di goliardia citazionista, o di critica estemporanea all’ultima sortita del premier, che si preferisce commentare "di là". Non è male, neppure questo aspetto della faccenda, in fin dei conti.
Forse alla lunga finirà per scremare la fuffa, lasciando il mezzo alla comunicazione più "seria" e alla discussione. Forse questa scrematura sarà numericamente tanto consistente da far venire meno – dal punto dei vista dei fornitori del servizio (che ovviamente è gratis) l’interesse per perseverare. Non so, ma al momento non mi sembra una possibilità concreta.
Nel dubbio riprenderò a salvarmi i miei post (come avevo già cominciato a fare), non si sa mai.

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