Segreti e bugie

giornalista20fotografoE’ nella natura umana nascondersi, falsificare e falsificarsi, giocare con l’identità, fare della propria vita un carnevale tragico, comico, comunque un gioco. Ma è anche nella natura umana investigare, violare i segreti altrui per accedere ad una verità che, per qualche motivo, viene tenuta nascosta.

Succede per i dipinti tramandati anonimi ma dietro ciascuno dei quali si nasconde, inequivocabile? mascherata? la mano del tale o del tal’altro artista, o di un falsario. Stuoli di critici d’arte provocano dibattiti e polemiche infinite su presunte attribuzioni, su errate interpretazioni. Altrettanto infinite interpretazioni dietro un volto, un enigma, un simbolo oscuro nascosto  in un angolo di un dipinto: un segno inequivocabile, un interrogativo che si trascina per secoli. Non è sufficiente apprezzare l’arte per quello che è. Il puro piacere non è tale se non si accompagna alla diabolica raschiatura del visibile: bisogna sapere tutto, altrimenti la comprensione sarebbe monca. Chi era veramente William Shakespeare? Ogni inganno deve essere svelato; ogni volto deve avere un nome.

Anche quello di Elena Ferrante.

Il metodo trovato dal giornalista Claudio Gatti che ha pubblicato su diversi giornali sparsi in tutto il mondo per incastrare la scrittrice che si nasconde dietro il nome di Elena Ferrante è un metodo da questurino, è stato detto. Sa di carta truccata, sa di zolfo, sembra del tutto sproporzionato rispetto all’obiettivo: mettere il naso nei compensi, nelle visure catastali, per far combaciare ogni impennata delle entrate con i successi dei libri di Elena Ferrante.

Il metodo sembra riuscire. Ora sappiamo con certezza che la traduttrice Anita Raja in un determinato anno ha guadagnato più del 50% rispetto all’anno precedente, e in un altro anno i suoi guadagni sono cresciuti del 150%, al punto da potersi permettere acquisto di una casa nel centro di Roma; cosa che ha fatto anche il marito, Domenico Starnone, qualche anno dopo.

Si dice che tanta acribia sia una violenza brutale e ingiustificata nei confronti di una donna (?) che ha tenacemente difeso il diritto a far parlare, al suo posto, i suoi libri. Per motivi che non è dato né sapere né tanto meno giudicare.

D’altra parte si dice che questa ostinazione al segreto sia diventata una specie di provocazione, un guanto di sfida lanciato ai media: scoprimi, se ci riesci. Teoria tutta da dimostrare, in verità. Si dice, lo dice Gatti, che a un certo punto Elena Ferrante/Raja(?) abbia cominciato a mentire, a giocare sulla menzogna per sviare, e al tempo stesso far incuriosire ancora di più chi cercava di scoprirne l’identità. E questo non si fa. Questo sa di giochetto sporco, sa di manovrina di marketing non necessaria, peraltro. Si dice (lo scrive Giulio Mozzi): “Un segreto va conservato, non esibito”. (domanda facile facile: perché e quando Elena Ferrante avrebbe mentito? In un libro-confessione, La frantumaglia, scritto, disse Ferrante, o chi per lei, per rispondere alle curiosità dei lettori. Ora, ne La frantumaglia, sostiene Gatti, Ferrante ha mentito. Perché ha mentito? Perché i dettagli che racconta non corrispondono alla biografia di Anita Raja… Sento puzza di cortocircuito logico…)

E dunque?

Tornando all’articolo, francamente disturbante, l’equivalente degli scatti notturni di un paparazzo appostato dietro il comodino di un’alcova che i due amanti hanno cercato fino a che è stato possibile di tenere segreta, tornando all’articolo c’è un passaggio (ignorato dai più, abbagliati – forse inevitabilmente – dal “follow the money”) molto più interessante. E’ quando il giornalista racconta della breve corrispondenza che ha avuto con la nipote di Christa Wolf, autrice che sia Raja che Starnone hanno ripetutamente indicato come musa ispiratrice (Raja è la traduttrice di quasi tutti i romanzi di Wolf in Italia). Ma non Elena Ferrante. Mai.

Alla richiesta di parlare dei rapporti fra la madre e la Ferrante (attenzione, la Ferrante, non Raja/Starnone) la nipote della Wolf risponde che “sfortunatamente” non può farlo. E all’insistere del giornalista risponde: “Naturalmente so della sua ammirazione per Christa Wolf, ma non so dire della sua influenza perché la mia famiglia non conosce i libri di Ferrante”.
Pistola fumante! Non avendo mai nessuno messo in relazione Wof e Ferrante, è evidente che si ratti di un lapsus, una terribile gaffe.

Forse bastava questa, senza dover andare a ravanare come un topo di fogna (cosa che spesso i giornalisti amano fare: è nella loro natura, è nel loro DNA essere spietati, ricordate L’asso nella manica?). Questa sì che è una scoperta con una sua finezza, un suo quasi involontario ma dirompente portato di uh! ah! a-ah!

E quindi? Quindi penso che il tutto sia in sé poco interessante, ma istruttivo.

E se proprio volete sapere come la penso io credo che Ferrante sia Domenico Starnone. Che la moglie (come qualcuno ha – scherzosamente? – ipotizzato, di nuovo: lo scrittore Giulio Mozzi, su Facebook) abbia avuto semplicemente il ruolo di prestanome, di agente riscossore dei compensi del marito. Lo penso solo perché questa ipotesi giustificherebbe davvero l’ostinazione della casa editrice e del/dei diretto/i interessati a mantenere il segreto. Ma non farò un passo in più per scoprirlo, neppure se ne avessi la possibilità. Acquattarsi sotto l’alcova con una Rollei e un flash che al momento giusto esplode la sua lampadina, come in un vecchio film in bianco e nero, no. Questo no.

Annunci
  1. RDB
    8 ottobre 2016 alle 18:35

    La libertà di stampa è sacra, ma è sacro anche il diritto di critica di un articolo: non mi piace chi guarda dal buco della serratura. E poi, che tristezza quel lavoro da agenzia immobiliare, con la ricerca delle visure catastali.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: