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Cartoline da Londra (reloaded). 2, La Tate Britain

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Il monumento al viaggiatore, alla King’s Cross Station

Il titolare del blog è dunque tornato a Londra, dopo che il nostro infaticabile Redattore, qualche mese fa, ci aveva regalato quattro utilissime cartoline che ci avevano aiutato a orientarci meglio nell’eccezionale offerta culturale della città.

Ai suggerimenti di RdB (British Museum, Victoria and Albert Museum, Soan’s Collection, Tate Modern) che ovviamente abbiamo (in parte) seguito (essendoci già stati cinque anni fa), possiamo aggiungerne un altro paio, irrinunciabili: la Tate Britain e la piccola ma meravigliosa Wallace Collection.

 

La Tate Britain, vale a dire la sede originaria della Tate gallery, divisa qualche anno fa in due sezioni (arte contemporanea, ospitata nella nuova Tate Modern e appunto la Tate Britain, che continua ad esporre dipinti e arti varie rappresentative della storia artistica della Gran Bretagna)  va vista essenzialmente perché conserva e ci propone “the world’s largest collection of Turner’s work”. Una meraviglia per gli occhi (e per lo spirito).

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Visitatori alla Tate Britain

Joseph Mallord William Turner, il grande pittore della luce, vissuto fra Sette e Ottocento, visionario, anticonformista, anticipatore, straordinariamente quanto in qualche caso imprevedibilmente moderno. Le sue tele (il museo ne conserva più di cento) infatti in molti casi ci appaiono come visioni impressioniste ante-litteram, ma solo perché Turner era solito presentarle incompiute al pubblico della Royal Academy; solo successivamente l’artista vi tornava sopra per portare a termine il lavoro abbozzato. Alla sua morte nel suo studio ne furono trovate molte, che oggi vengono esposte ed apprezzate, non malgrado, ma forse proprio in virtù della loro audacia e della loro immaginifica esplosione di luce allo stato grezzo.

Dei dipinti di Turner mi piace citarne tre (cliccare sull’immagine per ingrandirla): lo straordinario “Guerra e pace”, con un Napoleone meditabondo in un lago di luce e sangue;

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IMG_1105una visione del Foro Romano (visto dal Colosseo verso il Campidoglio, che dedichiamo alla neo sindaca, visto che lì in fondo si intravede il Palazzo Senatorio, ovvero la sua amena residenza);

 

 

 

 

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IMG_1108e una curiosa immaginaria scenetta che ritrae Raffaello, nelle Stanze vaticane, alle prese con il suo lavoro allietato dalla gentile presenza della Fornarina (dettaglio).

 

 

 

 

 

Detto velocemente degli altrettanto imperdibili bellissimi bozzetti dei preraffaelliti (in mostra fino alla primavera del 2017), ricordo che vale per la Tate Britain quello che vale per tutti i musei pubblici londinesi: l’ingresso è gratuito. E’ richiesto un contributo di 5 sterline (se si vuole), e di una sterlina per la Guida. C’è un’ottima wireless e un ottimo sito web interattivo ci accompagna nella visita. Come al solito si ha l’impressione che tutto funzioni a meraviglia, che anche se tutto crollasse, l’impero britannico resisterebbe, magnifico ed efficiente come sempre.

[Continua…]

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