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Il trionfo dell’ignoranza

Più dell’invasione barbarica degli imbecilli lamentata recentemente da Umberto Eco, trovo davvero un orrendo segno dei tempi il livello di approssimazione e di superficialità informativa diventato ormai lo standard dell’informazione ufficiale in rete.

Altro che social e blog.

Un esempio piuttosto tipico sono le “Gallerie fotografiche”.

Le fotografie sono raggruppare per grandi temi: I Palazzi Più Strani Dove Non Vorreste Mai Andare A Vivere, Le Specie Animali Che Credevamo Estinte, Gl Orribili Mostri Delle Profondità Oceaniche, Le Capigliature Più Stravaganti, I Tatuaggi Più Estremi, Nudi In Bicicletta Per La Cura Del Cancro… e così via.
Il più delle volte le fotografie si susseguono una dopo l’altra senza didascalie che le illustrino. A che serve? Servirebbe se chi le ha pubblicate a) ha una minima idea di cosa sta pubblicando; b) ha qualche minimo interesse che il lettore impari qualcosa. Purtroppo la risposta è c) più fotografie pubblichiamo più clic riceviamo, più clic riceviamo più guadagniamo con la pubblicità.

E il lettore manda avanti il rullo delle immagini, tutte bellissime, tutte interessantissime, del tutto assuefatto al ruolo passivo che il fornitore di informazioni gli ha assegnato: l’utile beota che osserva senza capire, che ritiene soddisfatta la sua basilare necessità “conoscitiva”, fatta di immagini senza contenuto, di mappe di colori. E così, soddisfatto il più superficiale del piacere sensoriale, come il turista giapponese che vola, letteralmente, fra le sale degli Uffizi o del Louvre, impastandosi la retina di immagini indistinguibili le una dalle altre, procede nella sua carrellata, fino all’ultima. Poi dimentica tutto quello che ha visto e torna beato alle sue occupazioni.

Esempi ce n’è a bizzeffe. Troveremo queste Gallery su Repubblica.it, sul Corriere.it e così via. Proprio oggi, tramite Facebook, posso scoprire quali sono “le strade più assurde del mondo“. Ovviamente non saprò mai dove siano. Basta guardarle, dire “ah”, e andare avanti. Delle panchine più strane del mondo non sapremo mai il nome del designer, o il parco dove potremmo trovarle. Basta guardarle e dire: oh! oppure: ah ah!

Aggiornamento 31/01/2016: Le dogane fantasma (da Il Post)

Trasferimento di conoscenza uguale a zero. Valore aggiunto uguale a zero. Un po’ meno utile del vecchio Reader’s digest.

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Categorie:Informazione, internet
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