Home > cinema e film, riccardo db > Youth, di Paolo Sorrentino

Youth, di Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino, Youth (2015)

[le letture del martedì di RdB]

sorrentino“Youth” è un film sull’amicizia maschile, sull’amore, sulla vecchiaia, sulla paura di ammalarsi e morire, sul sesso, sui ricordi del passato, sulle passioni giovanili, sulla cura e sul disfacimento del corpo, sulla musica, sulla bellezza, sul rapporto tra padri e figli/e. “Le emozioni sono tutto quello che abbiamo” dice Harvey Keitel e non si può che essere d’accordo con lui.

Nelle sintesi delle trame dei film del “Corriere della Sera” parlano di un film cerebrale. Se “Youth” è cerebrale, cosa dire dei film di Bergman (ad esempio di “Il posto delle fragole”) e di Wenders (ad esempio di “Nel corso del tempo”)? Come potrebbe un regista metà napoletano e metà romano fare un film cerebrale? Altro che cerebrale, “Youth” è un film passionale, un film sulla vita, sul tempo che sta per finire e sul tempo che occorre comunque occupare al meglio. Un film sul futuro.

Magari qualche scena non vi convincerà; sicuramente qualche altra vi apparirà slegata dalle altre; ma se amate il cinema ripenserete ai dialoghi tra Michael Caine e Harvey Keitel; al fantastico duetto-scontro tra Jane Fonda e Harvey Keitel; ai dialoghi tra Michael Caine e la figlia. Penserete a Fellini, a certe scene di “Il circo”, a “La città delle donne” e a “Otto e mezzo”, quando Harvey Keitel vede insieme sul prato della collina tutte le donne protagoniste dei suoi film.

Il film non ha la potenza di “La grande bellezza” ma per fortuna non ne ha neanche la sceneggiatura esagerata e retorica. È un film più intimo, più misurato, più riflessivo, senza scene di massa (scordatevi l’iniziale ballo scatenato di “La grande bellezza”). Sarà difficile per Sorrentino ripetere il successo precedente, ma il film resterà nel tempo.

Annunci
  1. 2 giugno 2015 alle 09:55

    Un bel film che viaggia sulle note della poesia e l’umanità con i suoi dubbi e le sue incertezze, con uno sguardo disincantato alle miserie umane.
    Concordo anche con quanto hai detto.

  2. 6 agosto 2015 alle 11:36

    Anche a me il film e’ piaciuto molto. Piu’ de “La grande bellezza”, che pure giudico un grande film. Questo combina profondita’ e leggerezza in modo apparentemente paradossale, ed e’ intriso di un condivisibile ottimismo. Un bella visione della vita.
    Hai ragione a sottolineare il ruolo dato dal film alle emozioni. Il cinico e disincantato Fred viene colto all’inizio del film nell’unico atteggiamento che giudica confacente ai suoi ottannt’anni: l’apatia (“Alla mia eta’ mettersi in forma e’ una perdita di tempo”, “Le emozioni sono sopravvalutate”). Alla fine del film sara’ pero’ lui, e non Mick, l’amico di una vita, a capire che “giovinezza” vuol dire “sguardo al futuro” (come ha dichiarato lo stesso Sorrentino a Cannes) — prospettiva che si puo’ acquisire a qualsiasi eta’, posto che si lasci andare l’inutile zavorra che ci tiene attaccati al suolo. Quella che il Maradona del film non riesce a mollare.
    Film per niente cerebrale, sono d’accordo. E’ un film anti-intellettualista che privilegia le emozioni, gli sguardi, il corpo, i sensi, la musica. Li privilegia rispetto al linguaggio raziocinante e riflessivo.
    Grande insegnamento.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: