Home > letture, riccardo db > Operazione Shylock, di Philip Roth

Operazione Shylock, di Philip Roth

Philip Roth, Operazione Shylock, 1993

[le letture del martedì di RdB]

rothUn’ossessione alla Roth, un incubo del protagonista che questa volta è lo stesso scrittore, senza le interposizioni alla Zuckerman. L’incubo è rappresentato da un classico della letteratura occidentale, il sosia. Solo che il sosia non si materializza nella Russia dell’Ottocento di Dostoevskij ma in Israele, dove Roth si è recato per intervistare un amico scrittore.

I libri di Roth sono sempre pieni di più di un’ossessione. Oltre al sosia qui c’è il rapporto con Israele. Negli altri romanzi il rapporto con l’ebraismo è trattato come ricordo d’infanzia o adolescenziale: le difficoltà e l’orgoglio di essere ebrei nella Newark degli anni quaranta, gli scontri con la famiglia, l’emancipazione (si pensi al “Lamento di Portnoy”, 1969). In “Operazione Shylock”, l’ambientazione – la presenza fisica di Roth in Israele – rende più duro il rapporto con la religione di origine, con la guerra con i palestinesi, con i terribili ed efficientissimi servizi segreti israeliani (ci saranno loro dietro il sosia che perseguita lo scrittore?). Come nella seconda parte di “La controvita” (1986) assistiamo allo  scontro tra l’ebreo laico che vive negli Stati Uniti e gli estremisti che vivono in Israele.

Roth ne ha per tutti. Per i palestinesi, che si ostinano a non riconoscere Israele, ficcandosi in una guerra senza speranza. Per gli israeliani, presi in giro perché hanno fatto ritorno nella terra d’origine, ficcandosi anche loro in una situazione complicatissima, mentre sarebbe ora di tornare nelle bellissime città mitteleuropee che hanno lasciato ma dove farebbero una vita ben migliore.

L’incubo sembra non finire mai perché nelle pagine finali Roth riceve la visita di un enigmatico agente dei servizi segreti israeliani. Del resto nella prefazione è lo stesso scrittore a dirci che il libro deriva dal suo assenso, nel 1988, alla “proposta di intraprendere un’operazione di controspionaggio per il Mossad”. E nella “Nota per il lettore” finale Roth si diverte a prendere in giro il suo pubblico, scrivendo prima che il libro è un’opera di fantasia e poi concludendo che “questa confessione è falsa”.

Roth segue il processo a John Demjanjuk, considerato il boia nazista responsabile della morte di 29.000 persone nel campo di Sobibor in Polonia. Estradato in Israele, i giudici lo rimandarono negli Usa, perché non certi della sua identità (per la cronaca: nel 2009 Demjanjuk fu nuovamente estradato in Germania per un nuovo processo e condannato; morì nel 2012). Le scene in cui Roth descrive l’aula del tribunale e gli interrogatori del sospetto nazista sono da vero cronista. Puntano a riproporci il clima che Hannah Arendt visse nei giorni del processo a Eichmann. Sono pagine che meditano sull’Olocausto, sulla crudeltà e sulla contemporanea banalità dei carnefici.

Ho letto “Operazione Shylock” molti anni fa. Il romanzo mi è tornato in mente dopo aver sentito l’affermazione recente del Premier israeliano Netanyahu. All’indomani delle stragi di Parigi del 7 gennaio, Netanyahu ha invitato gli ebrei francesi a emigrare in Israele, la loro Patria. Sul Sole 24Ore Sergio Luzzatto ha detto di detestare questo appello, senza dimenticare mai le responsabilità della Francia naufragata nel governo collaborazionista di Vichy. L’Economist, nel richiamare il dovere dei governi europei di difendere gli ebrei, ha sostenuto che la frase di Netanyahu è dettata dalla campagna elettorale per le vicine elezioni (in Israele si vota il 17 marzo). Secondo l’Economist “Moving to Israel may fulfill a religious, cultural, or political longing for some Jews – but it is hardly safer”. Come ha ricordato il rabbino capo danese “andare in Israele dovrebbe essere un atto d’amore, non una scelta dettata dalla paura”. Comunque la pensiate, vale la pena leggere questo romanzo politico, inconsueto per uno scrittore come Roth.

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: