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La Champions League, Mourinho e l’Euro. Una buona ragione per esserci (e votare)

[riceviamo e volentieri pubblichiamo, come si diceva una volta]

Lo scorso mese di aprile, dopo aver superato gli ottavi di finale della Champions League – battendo il Paris Saintmourinho3 Germain – Josè Mourinho, allenatore del Chelsea, ha spiegato perché un paese deve rimanere nell’area dell’euro: “L’anno scorso il Chelsea giocava contro il Rubin Kazan. Quest’anno gioca la Champions League”; (per i non addetti ai lavori: il Rubin Kazan è una squadra russa che nel 2013 ha partecipato alla Europa League, come il Chelsea, una competizione molto meno importante della Champions League).

In questa battuta ci sono tutte le motivazioni che spiegano perché l’Italia deve rimanere nell’area dell’euro. Fuori dall’area staremmo con la Russia, con l’Ucraina, con l’Albania, con la Serbia, con il Montenegro, solo per fare qualche esempio. Questi sono alcuni dei paesi che non sono membri dell’Unione europea. Le regole sono chiare. Un paese che lascia l’area dell’euro è fuori anche dall’Unione europea. Quindi l’Italia si confronterebbe con i paesi ricordati.

L’Italia non è la Norvegia, paese di 5 milioni di abitanti (come la Sicilia), né come la Svizzera, che di abitanti ne ha 8 milioni (la Lombardia da sola ne ha quasi 10). Norvegia e Svizzera sono due piccoli paesi, da sempre neutrali. L’Italia ha 60 milioni di abitanti ed è uno dei paesi fondatori dell’Europa. E poi l’Italia non ha né il petrolio della Norvegia né la finanza della Svizzera. Anche se non è politicamente corretto (e me ne scuso), occorre ribadire che fuori dall’Unione europea noi dovremmo metterci al tavolo delle trattative con russi, ucraini, serbi, albanesi etc.

Né potremmo fare un’alleanza con il Regno Unito. Prima di tutto perché il Regno Unito è membro dell’Unione europea. Ma soprattutto perché il Regno Unito ha molte cose che noi non abbiamo: una politica privilegiata di vicinanza con gli Stati Uniti; una lingua che ne garantisce un vantaggio competitivo che l’italiano non assicura; una stabilità politica per noi sconosciuta; un peso delle banche e della finanza che noi ci sogniamo (nel bene e nel male). Il Regno Unito non ha bisogno dell’Italia.

Mourinho l’ha detto. Bisogna stare nella Champions League. Nessun tifoso italiano preferirebbe giocare la Europa League piuttosto che la Champions. Provate a chiederlo a un tifoso romanista, la cui squadra è appena tornata in Champions League dopo molti anni di esclusione.

Certo, quando giochi a Barcellona o a Monaco di Baviera puoi prenderle, puoi essere sconfitto (come è accaduto a Mourinho nella semifinale con l’Atletico di Madrid). Ma stando a contatto con i più bravi puoi migliorare, puoi provare a vincere, puoi provare a cambiare il corso delle cose nelle partite che contano, puoi dire la tua. L’alternativa è il Rubin Kazan. Ricordàtelo il 25 maggio.

Vice

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