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“Cuore di tenebra” di Conrad è un libro razzista?

Joseph Conrad, Cuore di tenebra, 1902

[le letture del martedì di RdB]

conrad002Il 21 marzo del 2013 è morto Chinua Achebe, forse il più grande scrittore africano di lingua inglese. Oltre che per le sue opere narrative, Achebe è noto per un saggio su “Cuore di tenebra” pubblicato nel 1975. È un saggio complesso, ma la sostanza è che Achebe accusava il libro di una visione razzista. Secondo Achebe “Joseph Conrad was a thoroughgoing racist”  e il suo romanzo è “an offensive and deplorable book”.

Ho riletto il romanzo, avendone un ricordo sbiadito, frutto di una lettura di trenta anni fatta soprattutto durante le guardie del servizio militare, non una condizione ottimale per la lettura…

“Cuore di tenebra” è stato pubblicato nel 1902 ma non ha nulla del romanzo ottocentesco. Non c’è una trama lineare con un inizio, un plot, un finale chiaro. Siamo lontani anni luce dal grande romanzo francese o russo o inglese dell’Ottocento.

La storia è nota. Un giovane impiegato della compagnia delle Indie, Marlow, viene spedito in mezzo all’Africa a recuperare Kurtz, un dipendente della compagnia. Dopo molti anni Marlow racconta la sua avventura a un gruppo di persone che come lui sono su un battello alla foce del Tamigi per prendere il largo, in una scena iniziale che è tra le migliori del romanzo. Il Tamigi, le vele, la nebbia, il sole, il ricordo dei conquistatori arrivati nel Regno Unito, il parallelo tra la colonizzazione romana dell’Inghilterra e il colonialismo ottocentesco: sulla barca Marlow inizia il racconto di una delle sue “inconcludenti esperienze”mentre era “marinaio di acque dolci per qualche tempo”.

Per entrare in “Cuore di tenebra” occorre staccarsi dall’interpretazione che ne fece Coppola in “Apocalypse Now” (1979). Coppola ambienta il film nella guerra del Vietnam: Kurtz è un militare che si è costruito un esercito personale. La guerra, il rapporto tra gli uomini e la guerra, è il tema di Coppola. Il film è un capolavoro assoluto, ma l’interpretazione di Coppola è lontana anni luce dal romanzo (e questo potrebbe essere un segnale di grandezza del testo).

Nel romanzo le cose sono più confuse. Che è Kurtz? Perché è andato nel centro dell’Africa? Che rapporto ha con gli indigeni? Perché dice che ha visto l’orrore? A quale orrore si riferisce?

Esistono decine di interpretazioni del romanzo. Secondo alcuni c’è la denuncia dell’imperialismo, dell’avventura coloniale in Congo del re belga Leopoldo (Conrad aveva fatto un viaggio nel centro dell’Africa nel 1890). In effetti la descrizione delle  condizioni dei neri è all’inizio terribile – Calvino scrisse che sembra di essere a Dachau – ma andando più avanti le cose si fanno più confuse. La nave che trasporta sul fiume Marlow verso Kurtz viene assalita dai neri e questi ultimi vengono descritti come legati a Kurtz.

Ma qual è l’immagine che Conrad ha dei negri?  Ci sono passi simpatetici, come quelli dove sono descritti in catene, o come il seguente: “Di tanto in tanto un battello proveniente dalla costa veniva a pormi in momentaneo contatto con la realtà. Lo governavamo dei negri a mezzo di pagaie. Di lontano si vedeva luccicare il bianco dei loro occhi. Urlavano, cantavano, … e provavo un gran conforto  a vederli”.

Ci sono frasi più ambigue, tipo la seguente, al centro del saggio di Achebe “Quella terra non aveva più nulla di terrestre … laggiù ci si trovava in presenza di qualcosa di mostruoso e di libero. La terra non aveva nulla di terrestre, e gli uomini … no, non erano inumani. Ebbene vi assicuro che era questo il peggio: questo sospetto che lentamente si faceva strada, che essi non fossero inumani … quel che vi stringeva il cuore era proprio il senso della loro umanità, non altra dalla nostra: il senso di una remota parentela con quel selvaggio e appassionato tumulto. Una cosa orribile”. 

Alla fine non me la sento di condannare Conrad. Lo assolverei per insufficienza di prove. Achebe contesta il giudizio secondo il quale “Cuore di tenebra” è uno dei migliori racconti della letteratura anglosassone. Sono d’accordo con lui, ma non perché sia un testo razzista. Per fare un solo esempio, Celine è uno scrittore la cui idelologia ci ripugna:  ma la scrittura di Celine ha una forza, una potenza, una tensione che le pagine di Conrad non hanno. Il problema non è il presunto razzismo di Conrad.

Il punto vero è che quello che ha affascinato Coppola e milioni di lettori – vale a dire il mistero di Kurtz – è espresso con circospezione, ambiguità, mistero, allusioni e reticenza (come in alcune prove di Henry James). Questi sono gli elementi che, pur non convincendoci oggi, ci avevano conquistato a venti anni e continuano a affascinare migliaia di lettori. Forse questo era l’obiettivo di Conrad: in “Cuore di tenebra” ognuno può vedere le tenebre come vuole.

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