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Quando il medium (o la medium) è nudo (/a)

Paola Bacchiddu

I fatti. La Lista Tsipras  lamenta di avere poca, pochissima copertura sui media. La responsabile della comunicazione, Paola Bacchiddu, allora che fa? Posta sul proprio profilo Facebook una foto che la ritrae in bikini, ripresa da dietro. Inequivocabile. La didascalia parla altrettanto chiaro: “È iniziata la campagna elettorale e io uso qualunque mezzo.” Un post “ironico”, ha tenuto poi a specificare. Anche “utile?” Anche “opportuno”? Anche “etico”?

In un altro post la Bacchiddu scrive: “Basta contenuti, attaccatevi al telefono“. Del resto è la responsabile della Comunicazione, non del Programma. E ancora (altro post): “Siete convinti che i contenuti contino qualcosa, ma non contano un cazzo. È solo tutta pubblicità” (che è una citazione, non so dirvi  di chi, perché Bacchiddu non ce lo fa sapere).

Sul rapporto fra culo e sinistra (Sinistra, con la maiuscola), rimando a questo bel pezzo di Cinzia Arruzza. Il punto di vista mediatico-sociologico è ottimamente circostanziato in un post di Maurizio Pascali.

Non so se la scelta sia stata “opportuna” o “eticamente” giusta. Di sicuro mi sembra inutile.

A me semplicemente sembra che Bacchiddu faccia male il suo mestiere, primo perché inseguire la regola del ‘anche male purché se ne parli’  in politica è un’assoluta idiozia di stampo prettamente berlusconiano. E i commenti, seppur hanno certamente contribuito a reinserire il nome Tsipras nel circuito mediatico, lo hanno fatto per ragioni che nulla hanno a che vedere con la politica.
Secondo, mi sembra che l’oggetto del “se ne parli” sia stato Bacchiddu stessa, e non la Lista Tsipras. Difatti tutti i link riportati nei vari organi informativi della rete è sulla pagina personale di Bacchiddu che, logicamente, rimandano, e non sulla bacheca della Lista, che continua a rimanere un oggetto sconosciuto ai più.

E la differenza non è da poco perché il carattere “personale” del profilo di Bacchiddu mi sembra inequivocabile oltre che legittimo (a partire dalla fotografia: un’immagine che definirei perfettamente coerente con quella del bikini, non tanto per il contenuto, ma per la, come dire? sensibilità autoreferenziale della signora, che mostra piacersi un sacco e si compiace dei commenti dei suoi amici, tipo: “Bacchiddu con tutto il bene grande che ti voglio evita pero’ di pubblicare ste foto che poi fai impazzire tutti i miei amici e le mogli si arrabbiano!!!!” Niente di male, anzi, visto che siamo sulla pagina Facebook personale).

Terzo. Personalmente, se non ne avessi avuta notizia oggi, 7 maggio, attraverso un post apparso sulla bacheca di Facebook io, che pure mi ritengo persona informata e assidua – ahimè – frequentatrice della rete, di questa vicenda, avvenuta qualche giorno fa, non ne sarei venuto minimamente a conoscenza. Mia mancanza, naturalmente. Ma forse non solo l’espediente mediatico era stupido, ma, almeno per quanto mi riguarda, poteri dire che non è servito a niente.

Ora che ho colmato la lacuna posso serenamente confermare che non avendo intenzione di votare la Lista Tsipras prima, il fondoschiena  della signora non mi ha fatto cambiare idea. In compenso, come molti, ho appreso dell’esistenza di Paola Bacchiddu. Per una che si occupa di marketing e pubblicità decisamente un buon risultato.

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