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Gold?, di Daniele Fano

Daniele Fano, Gold?, 2013

[Le recensioni del martedì di RdB]

La crisi finanziaria è iniziata nel 2007 ed è esplosa nel settembre del 2008 con il fallimento della banca di investimenti Lehman Brothers. C’è stata una prima, grave recessione. Dopo l’illusione di un ritorno alla ripresa economica, l’area dell’euro è stata colpita dalla crisi dei debiti sovrani. E’ toccato prima a Grecia, Irlanda e Portogallo nel 2009-2010. Poi, dall’estate del 2011, anche l’Italia è stata colpita, insieme alla Spagna. La casalinga di Voghera ha familiarizzato con lo spread. Abbiamo avuto una seconda forte recessione e un aumento drammatico della disoccupazione. Una ripresa – debole – è in atto.

Oltre al riassunto dei fatti, sulla “lunga crisi” ci sono molti lavori di economisti e innumerevoli approfondimenti giornalistici. Per non annoiarsi troppo ci sono dei buoni film, ad esempio “Margin call”, del 2011, con Kevin Spacey e Jeremy Irons, una metafora della bancarotta di Lehman Brothers. Ci sono dei fumetti, come “Pop Economix”, efficaci, anche se un po’ estremisti.

Anche molti romanzi hanno raccontato la crisi. Tra questi, si legge tutto di un fiato “Gold?”, di Daniele Fano (Daniele è un amico e quindi dichiariamo il nostro conflitto di interesse). Consigliamo la prima parte del romanzo come introduzione alle parole della crisi: mutui subprime, credit default swap, cartolarizzazioni, asset backed securities, Fannie Mae e Freddie Mac, società di rating, azzardo morale. Insomma, coma ha detto Tito Boeri, un’introduzione all’educazione finanziaria.

Nella seconda parte i protagonisti sono travolti dalle tensioni che attraversano i capitalismi: “Occupy Wall Street”, manifestazioni dei giovani senza lavoro, invecchiamento della popolazione, impossibilità di garantire i vecchi standard dello Stato sociale, fallimenti della finanza, ripresa del terrorismo e rischi di una nuova guerra.

Daniele sposta la trattazione al futuro e  come in tutte le favole, sceglie un finale positivo (anche se un po’ troppo buonista), con l’idea che la finanza possa essere sottoposta a regole efficaci e che la tecnologia e la cooperazione internazionale ci aiuteranno. Siamo d’accordo, perché l’ottimismo della volontà è una buona molla per guardare avanti.

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Categorie:letture, riccardo db
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