Home > libri e dintorni, riccardo db > Il lavoro editoriale di Italo Calvino

Il lavoro editoriale di Italo Calvino

Una mostra su Italo Calvino: dialogo tra due amici.
[di RdB]

Scena 1. I due amici entrano nel palco buio. Due fari li illuminano dall’alto. In modo così diretto e perpendicolare che alla fine rimangono al buio.

“Calvino è stato il più grande critico letterario italiano del Novecento!”

Non esagerare. E dove li metti, solo per fare qualche nome, Giovanni Macchia, Giacomo Debenedetti e Gianfranco Contini?

“Rettifico. Calvino è sta il più grande critico letterario del Novecento che abbia lavorato con una casa editrice. Che abbia dedicato una parte importante della sua vita a far pubblicare i libri degli altri“.

Va bene, così posso concordare. Però non mi ricordo bene tutte le cose che Calvino ha fatto con l’Einaudi. Il mio amico Roberto mi ha detto che c’è quel bel libro di Luisa Mangoni, Pensare i libri, ma non l’ho letto”.

“Intanto vai a vedere una piccola grande mostra alla Biblioteca Nazionale di Roma: “I libri degli altri”. Il lavoro editoriale di Italo Calvino. Chiude il 15 febbraio. Ti emozionerai a vedere tutta quella progettualità: la direzione della serie grigia della “Piccola Biblioteca Scientifico-letteraria”; la direzione del “Notiziario Einaudi”, l’impegno per la collana i “Gettoni”, diretta da Vittorini; con quest’ultimo la direzione condivisa della rivista “Il menabò”; la direzione della collana “Centopagine”.
E poi le introduzioni, le quarte di copertina, i risvolti, le note, le schede bibliografiche. E ancora le lettere a e da Elsa Morante, testimonianza di amicizia e ammirazione reciproca. Come quando Italo, nel 1956, a proposito di “L’isola d’Arturo”, le scrive “Tu credi nel genere umano, ne hai ammirazione senso della bellezza e eccezionalità umana, un modo raro, oggi, di guardare il mondo”. Ma nel 1948 Italo aveva preso in giro Elsa, scrivendole “C’è un errore Elsa a pag. 53 di “Menzogna e sortilegio”: “crediori” anziché “creditori”. Vergogna, Elsa, vergogna e sacrilegio”. Insomma, passione, attenzione critica, studio, impegno, filologia ma anche ironia.

Sulla ricchezza della vita culturale italiana negli anni Cinquanta e Sessanta Alberto Arbasino ha scritto quello che c’era da scrivere. Ah, nostalgia canaglia…

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: