Home > discorsi, italia, scrivere, Televisione > Il mondo come creatività e rappresentazione

Il mondo come creatività e rappresentazione

Quelli che sostengono che parlar male a prescindere di Masterpiece sia snob hanno qui pane per i loro dentini aguzzi e famelici. Io infatti non ho visto Masterpiece, forse ne vedrò qualche spezzone in futuro, ma lo stesso mi arrogo il diritto di parlarne. Male.

Ho letto molto su Masterpiece. Non i fiumi di Tweet sarcastici di cui si parla (il direttore di RaiTre, Vianello, ne è comprensibilmente entusiasta), ma articoli interessanti e ponderati. Come questo, di Fabio Viola, o questo di Andrea Coccia, che ne ha scritto anche qui (Linkiesta ha dedicato parecchio spazio a questo programma, per la gioia del Vianello, evidentemente).

Le tesi a sfavore si possono riassumere nel concetto che la scrittura, l’atto della scrittura, individuale, intimo, legittimamente autoreferenziale fino a quando non diventa dialogo con un lettore potenziale, non si concilia con un format tipo Masterchef o X-Factor. O anche Amici, o tutti quelli che conosciamo. Con i “Talent”, insomma.

Scrive Fabio Viola:
“Masterpiece è invece un’operazione che fa leva senza il minimo scrupolo sull’ambizione, quella più truce e volgare, quella che non si fa forte del talento, la delusion della creatività, la sfacciataggine con cui siamo arrivati a sentirci in diritto di proporci come scrittori senza possedere i basilari strumenti culturali che ci dissuaderebbero dall’intento per umiltà, rispetto e amore del bello.”
E conclude:
“Di cosa si tratta, allora? Di una parodia della slavina di italiani con velleità scrittorie? Di far esporre per puro sadismo persone illuse di avere un talento? Della versione televisiva di un corso di scrittura creativa – solo che qui, alla fine, se vinci pubblichi con Bompiani? Della conferma ufficiale che in Italia i broccoletti sono il corrispettivo del soma di Huxley? Magari tutte queste cose insieme, e mille altre che non vediamo, accecati dal moralismo. Comunque, con un pizzico di goliardia, Masterpiece lo si poteva chiamare Yes we can! (che in italiano si dice “cani e porci”).”

Da quello che si capisce il problema sta nel fatto che la scrittura, non tanto come atto solipsistico (potrebbe non esserlo, in fondo, e raggiungere comunque un livello almeno dignitoso, sebbene seriale ma con un po’ di fortuna intrigante), ma proprio come atto creativo, non può sottostare alle regole di un talent show.

Già il fatto che a presentarsi alle selezioni siano stati 500 (cinquecento) aspirati scrittori (sì, aspirati) è il segno che quanto scrive Viola sia corretto: Masterpiece è una calamita per quel novanta percento di estensori di manoscritti che l’editor che se le vede recapitati a casa ogni giorno scarta dopo la lettura delle prime due pagine. Sono quelli che cercano scorciatoie, successo.

Ma l’atto creativo è una roba complicata. E’ difficile, e prescinde totalmente dalla sua messa in scena sotto i riflettori della TV. Non perché sia snob, o perché rifiuti a priori il dialogo con il destinatario. Persino David Foster Wallace scrivendo si poneva continuamente il problema del lettore. Al contrario non è così per un aspirante ballerino, cantante, cuoco. Per loro, che hanno scelto di coniugare il talento artistico con un’attività di rappresentazione, performativa, il palcoscenico, il contest, è connaturato con l’intima essenza dell’atto artistico attraverso il quale desiderano eccellere. Non sono continuamente sottoposti, e per tutta la vita, a provini i cantanti, gli attori e i ballerini? E non c’è insita nella loro attività, specie nel duro periodo di apprendistato avanzato (cioè quando messa da parte la mera velleità, accertata una certa dose di capacità, ci si comincia a misurare con le difficoltà del mondo reale), quel misto di ardore/speranza/messa in discussione/delusione/gioia/fallimento/devastazione dei rapporti umani/trionfo/botte da orbi/sfacciataggine/provocazione/tradimento/amore che fa tanto Saranno famosi, ma che in fondo è vero? (“Voi fate sogni ambiziosi, successo, fama, ma queste cose costano ed è esattamente qui che si incomincia a pagare, col sudore “ – Lydia Grant). La spettacolarizzazione della loro scalata al successo è parte stessa della loro attività (si spera non preponderante).

E tutto questo si può applicare alla scrittura? Ovviamente no. La creatività pura dell’atto dello scrivere (testi, musica, ma vale anche per l’arte figurativa) non può misurarsi in pubblico in una gara (di questo tipo: esistono i “poetry slam“, ma sono tutt’altro). A meno di non farne la parodia (come dice Fabio Viola). Non può e basta. La scrittura non è semplicemente un mix di talento e tecnica, migliorabile con buoni e paterni consigli. Non che la tecnica non conti. Conta eccome e fanno molto bene a insegnarla nelle scuole di scrittura creativa. Ma il suo peso specifico è assolutamente ancillare rispetto al talento naturale, se l’obiettivo è non solo arrivare a possedere i ferri del mestiere, ma l’eccellenza.

E questo è il punto: il talent performativo cerca l’eccellenza. Non so se ci riesca (perché personalmente non sono interessato), ma direi di sì dal momento che il vincitore di Amici mi pare abbia vinto il Festival di San Remo. Qualcuno con la testa sulle spalle può pensare che il vincitore di Masterpiece possa vincere il Campiello? Il problema è proprio questo. Masterpiece non è la parodia della “slavina di italiani con velleità scrittore” (anche). E’ la parodia dei talent show. E’ una patacca, un prodotto di serie  che ci saremmo aspettati di vedere su TeleTuscolo, con tutto il rispetto. E’ un imbroglio. Bello e buono.

[P.S. A proposito del fatto che ho parlato male di una cosa che non ho visto. Mettiamola così:  questo è esattamente quello che avrei detto al Capostruttura di RaiTre se otto mesi fa mi avesse interpellato per avere un’opinione].

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: