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IL passato è una terra straniera, di Gianrico Carofiglio

Gianrico Carofiglio, Il passato è una terra straniera, 2004

 [le letture del martedì di RdB]

Sarà capitato a tutti, forse non solo da adolescenti, di essere attratti da uno più forte di noi, più bello di noi, a Roma si direbbe più gagliardo di noi; di rendersi conto di avere a che fare con un’amicizia pericolosa, che avrebbe potuto farci fare una brutta fine; di renderci perfettamente conto di tutti i pericoli, ma di voler lo stesso correre tutti i rischi, perché la situazione ci piaceva, ci eccitava, ed eravamo consapevoli che da soli non ce l’avremmo fatta; di non essere in grado di dire di no; insomma di fare la fine di Pinocchio con Lucignolo.

Carofiglio descrive una storia del genere in una Bari sempre brutta, forse addirittura più brutta di quella descritta nei suoi libri precedenti. Qui il giallo conta poco, non c’è neppure l’avvocato Guerrieri e non vale la pena di parlare del plot, anche per non guastare il gusto del lettore di assaporare qualche sorpresa. È più interessante seguire la discesa negli inferi di G, trascinato dal fascinoso e misterioso F. È un libro crudele con i perdenti, con una figura indimenticabile di un povero avvocato che prova a non pagare i debiti di gioco (a proposito di gioco, non si sottolineerà mai abbastanza quanto tempo e vite si perdono in provincia, non solo al Sud). Ci sono anche figure e episodi di pura maniera e non riusciti, come la storia di G con l’annoiata signora della Bari bene.

Resta del romanzo soprattutto la descrizione di quel passaggio delicato, che tanti di noi hanno attraversato, quando arriva il corto circuito degli studi o dell’uscita definitiva dall’adolescenza, il blocco, l’impossibilità di andare avanti; quando per G ci sono solo i viaggi a 180 all’ora ascoltando Neil Young, Springsteen, i Dire Straits. Il passato è una terra straniera: ci sono cose che non vogliamo ricordare, non solo che non ricordiamo più. Non un capolavoro, ma un romanzo disturbante, soprattutto per chi da piccolo, o da grande, ha fatto cose che non gli fa piacere ricordare.

Carofiglio pubblicò il romanzo con Mondadori perché Sellerio non era d’accordo con l’idea di scrivere un libro senza l’avvocato Guerrieri, allora già diventato nuovo piccolo eroe del mercato editoriale italiano.

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Categorie:letture, riccardo db
  1. 25 settembre 2013 alle 05:08

    Però, da leggersi assolutamente allora, che un pò di masochismo c’è in ognuno di noi!

  2. RdB
    25 settembre 2013 alle 21:29

    Non ci avevo pensato durante la lettura del testo e la stesura della recensione, ma, in effetti, un po’ di masochismo è un pre-requisito per avvicinarsi al romanzo !

    RdB

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