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Due o tre cose che NON so di lei

Lei è la Siria.

Provate a leggere la pagina di Wikipedia dedicata all’attuale presidente siriano, Bashar al-Assad. A parte la grafia e il suggerimento per una corretta pronuncia (بشار حافظ الأسد, Baššār Ḥāfiẓ al-Asad, pronuncia /baʃˈʃaːɾ ˈħɑːfɪzˁ alˈʔasad/) questa voce avrei potuta scriverla io. Che di Assad non so quasi niente. Leggendo questa voce mi viene il sospetto che quanto penso da tempo sia corretto: nessuno della Siria, e della guerra civile che la sta dilaniando da due anni, sa niente.

E’ un regime dittatoriale. Sì, ma esattamente cosa ha fatto di più e di diverso da un qualunque regime di quelle parti? (di quello giordano per esempio). Leggo che il suo gruppo etnico è minoritario rispetto ai sunniti, maggioritari, e questa è una delle cause dello scoppio della guerra civile (il che è comprensibile, ma non giustificabile). Da qualche parte ho letto che il PIL è in crescita, e i disoccupati in calo. Ma potrebbe trattarsi di informazioni viziate da un approccio ideologico, e comunque non saprei verificarne le fonti. Le armi chimiche? Certo. Chiunque le abbia utilizzate ha commesso un crimine contro l’umanità, su cui c’è poco da aggiungere. Che lo abbia fatto il regime, che ovviamente lo nega, mi sembra ancora da provare. Ma al riguardo non ho alcun preconcetto, né a favore né contro.

Ma se si sa poco di Assad, quasi nulla si sa dei “Ribelli”. Per lo meno io. Chi sono? I Fratelli musulmani? Soprattutto: chi li finanzia? Come si approvvigionano delle armi necessarie a sostenere il peso logistico e umano di una guerra che va avanti da due anni? Come gli arrivano le munizioni, i mitra, i cannoni? Con il paracadute? Nottetempo attraversando il confine nel deserto? Io non ho mai letto nulla al riguardo. e sarei proprio curioso di saperlo. E il cibo? e le droghe (corollario indispensabile di ogni guerra civile)?

Ora, la testimonianza di Domenico Quirico, il giornalista de La Stampa liberato dopo mesi di prigionia, svela particolari inquietanti: i “Ribelli” sono “malvagi”, “degli squilibrati, più banditi che islamisti”, ha aggiunto il suo compagno di prigionia, lo storico belga Piccinin.

Naturalmente sui giornali non abbiamo letto nulla di tutto ciò. Le televisioni, più per insipienza che per scelte politiche, raccontano la storia dal punto di vista della corrente dominante: la simpatia va automaticamente alle ribellioni, alle cento primavere del mondo arabo. Salvo poi pentirsene (pentirsene è una parola grossa: piuttosto, cambiare opinione da un giorno all’altro senza neanche chiedere scusa).

Questo per quanto riguarda l’opinione pubblica. Ma le diplomazie? I servizi segreti? Quali sono i reali interessi in gioco? La guerra per la guerra, come ha insinuato ieri il papa? Può anche darsi, ma mi sembra poco. La mia paura è che nessuno, neppure i servizi segreti americani, o israeliani, ci capisca granché. Questo sì sarebbe preoccupante. Ingenuo? Certo. Ma cosa sia successo in Egitto è chiaro a tutti. Sostenere il cambiamento paga? Chi ci garantisce che le teste d’uovo americane e israeliane siano persone che sappiano davvero quello che fanno? 
Se dovessi tirarne fuori una storia io partirei proprio da qui: dalla confusione, dall’approssimazione, dal pressapochismo ci quelli che una volta erano gli agenti segreti più cazzuti del mondo e che ora si aggirano, presuntuosi e profumati, per stanze ipertecnologiche senza capirci nulla, ma dando l’impressione di avere tutto sotto controllo leggendo rapporti che poi lasciano marcire sulla scrivania. Muovendosi per protocolli standard, in modo da non sbagliare nessuna decisione, scaricando poi le responsabilità su qualcuno che poi viene mandato in posti orribili, caldi e sporchi, e da lì dimostrerà il suo valore, dopo essersi innamorato di una collega doppiogiochista.

Ragazzi, gli americani sono questo. Rendiamoci conto. Noi stiamo nelle mani di questi qui.

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  1. 9 settembre 2013 alle 13:14

    Purtroppo è vero, che non si capisce niente di quello che sta succedendo e che l’unica cosa che si nota davvero è l’inadeguatezza degli apparati diplomatici occidentali. Quello che credo io è che le cose siano sempre MOLTO più complicate di quello che sembrano e in un area come il Medio Oriente si stratificano conflitti vecchi di millenni con ferite più o meno recenti. La Siria: sciti, sunniti, cristiani maroniti, integralisti islamici, militari, laici, curdi. In un paese che ha grossi problemi di identità nazionale come il vicino Iraq. Senza un potere “forte” o condiviso tutti i miscugli di popoli vanno in frantumi. Assad si è rivelato un potere troppo forte da abbattere per forze “democratiche” (virgolette d’obbligo). Dopo due anni di guerra civile è normale che il mestiere delle armi diventi un mestiere appunto e che la metà dei ribelli sia in realtà banditaglia qualsiasi. A questo livello “siriano” dobbiamo sovrapporre gli interessi delle potenze regionali: Iran (scita) Arabia Saudita (sunnita) Turchia (sunnita) che cercano di influenzare la lotta a loro favore finanziando truppe più o meno stabili o in altri modi. Al livello regionale dobbiamo sovrapporre quello internazionale, in cui le grandi potenze, anche se non hanno interessi diretti nella faccenda devono per forza intromettersi per garantire quelli di che vende le armi o altro o la loro immagine. E poi ci sono tante altre cose, l’Europa debole e stanca, Israele che si sente sempre più isolato e ha sempre più paura (che non va mai bene). Più che disinformati (e sicuramente sono disinformati, ma a livello culturale, di dati ne hanno fin troppi) gli americani si sono rivelati incapaci di gestire in modo credibile la loro immagine, troppi errori a livello di diplomazia e di comunicazione. L’abitudine a pretendere le cose con la forza li ha logorati e mostra la debolezza dell’idea americana di imporre un ordine mondiale. L’America ha sprecato il momento di massima potenza che mai avrà nella storia per far funzionare le cose in modo diverso. Alla fine di questo abnorme commento non mi resta che consigliarti un libro molto importante: “Cronache mediorientali” di Robert Fisk http://wp.me/p29xff-r (la mia recensione), è un bel supermattone, ma è l’unico modo, se vuoi farti un’idea bella solida su cosa cavolo succede in mezzo a tutta quella sabbia.

  2. 9 settembre 2013 alle 13:41

    Grazie mille dell’informazione. Quello che davvero mi preoccupa è che la disinformazione alla fine non è mai neutrale.
    E.

  3. 9 settembre 2013 alle 14:21

    E’ vero, si sta per andare in una guerra capendone ben poco. Metto in wish list “Cronache mediorientali” segnalato da Munin Libri.

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