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Confessione postuma, di Remigio Zena

Remigio Zena, Confessione postuma. Quattro storie dell’altro mondo, 1895 – inizio Novecento

[le letture del martedì di RdB]

Cadaveri che resuscitano. Sonnambuli che ovviamente non ricordano le loro lunghe passeggiate. Allucinazioni. Una cavalcata folle in una chiesa sconsacrata (è il racconto più bello, tra spy story e macchiette siciliane). La religione cattolica contro i riti pagani. Occultismo. Ipnotismo. Sedute spiritiche. Una signora che appare in un appartamento pur stando con un uomo in un’altra casa. Un corpo sbranato da una bestia misteriosa. Il tutto passando da Palermo, a Chieti, a Torino (l’autore era stato magistrato in tante città).

Insomma, quattro storie di fantasmi, quattro racconti gotici, con spunti polizieschi e simpatie per gli eroi anarchici. Un po’ Vathek, un po’ Castello di Otranto, un po’ Edgar Allan Poe, mischiando i generi. E anche qualche piccola sperimentazione linguistica pre gaddiana (“i capelli biondastri già sulla via della contumacia”). L’impressione è che talvolta la letteratura italiana di fine Ottocento sia stata meno provinciale di quello che comunemente si pensa.

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Categorie:letture, riccardo db
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