Home > letture, riccardo db > Sillabario 2, di Goffredo Parise

Sillabario 2, di Goffredo Parise

Goffredo Parise, Sillabario n.2 (1982)

[le letture del martedì di RdB]

51mN2opdG7L._SL500_AA300_Goffredo Parise ci è istintivamente simpatico. Forse perché se ne è andato troppo giovane, o per essere stato – oltre che scrittore – giornalista, inviato all’estero, sceneggiatore di film, amico di Gadda, Moravia, Fellini, compagno di Giosetta Fioroni. E poi in alcune foto sembra avere una grande faccia da cinema, da caratterista della commedia all’italiana. L’avremmo visto bene come coprotagonista di “Il bidone”. E dato che il Sillabario n. 1 non ci aveva convinto, siamo stati contenti di leggere il Sillabario n. 2 che, invece, ci è piaciuto di più.

Strana storia questa del Sillabario n. 2. Uscì da Mondadori nel 1982, nella Collana della Medusa, mentre il precedente era uscito dieci anni prima per Einaudi. Il Sillabario n. 2  coprì le lettere dalla F (dove il primo volume si era fermato ) alla S, perché Parise ammise che l’ispirazione gli era venuta meno: non era riuscito ad andare avanti.

Sillabario n. 2 è pieno di vita. Il Sillabario del 1972 c’era sembrato un esercizio calligrafico (Parise le chiamava “poesie in prosa”). I sentimenti degli uomini e delle donne sono freddi; utilizzando un titolo parisiano, siamo di fronte a “un’eleganza frigida”. Nel Sillabario del 1982  ci sono invece la guerra in Biafra, la seconda guerra mondiale, il fascismo italiano, Milano, Roma, l’Italia, le passioni e le delusioni amorose, tentativi di matrimoni combinati nell’Est europeo, i contrasti tra un padre e i figli, addirittura un racconto intitolato “sesso” (una specie di mini-sintesi del lavoro postumo di Parise, “L’odore del sangue”) . Certo, sempre mantenendo quel suo stile attento a pesare ogni parola, a non superare mai le setto/otto pagine. È come se Parise non avesse cambiato le dimensioni di una piccola pieve romanica da lui costruita, ma si fosse sforzato di inserire alcune decorazioni barocche – sempre misurate – in qualche cappella. O, forse, la vecchiaia e la malattia avanzavano e lo spinsero ad attaccarsi con più forza alla vita.

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: