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Non tutti i bastardi sono di Vienna, di Andrea Molesini

Andrea Molesini, Non tutti i bastardi sono di Vienna, 2010

[le recensioni del martedì di RdB]

 Molesini racconta la storia di una villa patrizia a Refrontolo, vicino al Piave, occupata dall’esercito austriaco dopo la disfatta italiana di Caporetto (novembre 1917). All’inizio il lettore ha l’impressione di trovarsi di fronte a un romanzo storico: la nonna , il nonno, la zia, il giovane nipote rimasto orfano (Paolo  Spada), la cuoca, sua figlia e il custode della villa sono tutti presi a fronteggiare l’occupatore austriaco. Ma Molesini mischia le carte, perché nella villa non tutti la raccontano giusta. Chi sarà mai il custode ? E poi tutto quell’aprire e chiudere gli scuri delle finestre … La storia si legge come un giallo; si vuole capire se, nella villa e a Refrontolo, vinceranno gli italiani o gli occupanti. Però il libro è anche la storia dell’iniziazione alla vita di Paolo Spada: è una educazione politica e sentimentale (con la bellissima Giulia). C’è poi la fine di un’epoca: sia che vinceranno gli italiani sia che vinceranno gli austriaci un mondo è finito. Inizia il “secolo breve” di Hobsbawm, finisce sul serio l’Ottocento. Si respira l’aria dei testi di Joseph Roth, tipo “La cripta dei cappuccini”. Il tono si fa un po’ reazionario –  “signora mia non ci sono più le maniere di una volta” – ma ci può stare.

Nella parte finale si torna al romanzo storico, quasi alla cronaca, con tutta la crudezza della mattanza della guerra. Romanzo storico, giallo e autobiografia si mischiano e la sintesi funziona. Molesini scrive bene e riesce a mantenere la tensione alta fino alla fine. Tra i personaggi più riusciti c’è il nonno Guglielmo, burbero ma mite e consapevole di aver subito troppo nella vita per non aver mai imparato a ”tirare i calci”. Si riscatterà alla fine, come fanno i nostri eroi in uno dei capolavori di Mario Monicelli.

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Categorie:letture, riccardo db
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