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Don Chisciotte, di Miguel de Cervantes Saavedra

Miguel de Cervantes Saavedra, Don Chisciotte, 1600-1615

di Lucy Calabrese

“Lento, ma inarrestabile, cavalca nei secoli l’allampanato cavaliere Don Chisciotte; dietro, il suo scudiero tondo e proverbioso. Questa è l’immagine tramandataci da decine di pittori,incisori,critici e scrittori, che hanno voluto vedere nel cavaliere della Mancia il simbolo della cieca fede in un ideale che resiste a qualunque oltraggio, in Sancho l’allegoria vivente del buon senso, della concretezza anche ingrata del reale….”

Così il filologo Cesare Segre presenta ai lettori il romanzo di Cervantes.

Cervantes traspone un ampio ventaglio di storie sublimi, oggetto di costanti e appassionate letture da parte del protagonista, nella persona affascinante del CAVALIERE DALLA TRISTE FIGURA. La filosofia, fulcro motore di tutto il romanzo, è impregnata di elementi trascendentali che giocano tra di loro nel complesso animo di Chisciano, combattuto da continue lotte manichee nonché dalla spasmodica ricerca di quelle realtà incommensurabili quali lo spazio e il tempo che lo confondono ma alle quali tenta inesorabilmente di dare un volto, una voce, un’anima, realtà mere o presunte, spettri che lo inducono a combattere con se stesso e con l’altra sua identità che ora lo travolge ora lo coniuga con i suoi disegni interiori. Lo sdoppiamento  delle personalità del protagonista crea disordine nella sua mente, trasponendolo in mondi edenici governati dalle Leggi della Cavalleria.

Fondamentalmente, CHI E’ DON CHISCIOTTE?
Chisciano è il volto del mero idealismo che combatte sovente contro il cieco materialismo, identificato nella persona del suo inseparabile scudiero Sancho.
Sono le letture dei romanzi cavallereschi ad ammaliare il nostro protagonista, sono i grandi scrittori come Amadigi di Gaula che ne hanno completato la formazione letteraria…..

Il Cavaliere dalla Triste Figura è un prode incompreso da tutti e persino da se stesso. Egli, al fine di perseguire i valori cantati da Donna Cavalleria dinanzi alla quale si genuflette con orgoglio alla stessa maniera di un cavalier servente, dimostra al suo alter ego la magnanimità nei confronti  di un mondo edenico forgiato nell’Iperuranio ove è riuscito a rifugiarsi. Ronzinante rappresenta lo strumento finalizzato al perseguimento delle azioni di Chisciano, con cui condivide i dolori fisici inflitti dai burberi che deridono il suo padrone e se ne prendono gioco; Burberi che in fondo rappresentano un’ampia fetta dell’umanità assetata dal capitale e depauperata  dalla bramosia del potere, il cui fine ultimo corrisponde alla legge del più forte dove la forza bruta prevale su quella della ragione.

 

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Categorie:letture
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