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Meridiano di sangue, di Cormac McCarthy

Cormac McCarthy, Meridiano di sangue, 1985
[le letture del martedì di RdB]

Qualche tempo fa avevo letto un giudizio di Harold Bloom, il grande critico letterario statunitense: “Meridiano di sangue è quasi come Moby Dick”. Avevo comprato il libro di McCarthy con qualche dubbio, data l’enormità del paragone. Ho divorato il romanzo e riconosco che il giudizio di Bloom è appena un po’ esagerato.

Meridiano di sangue è il western, come Moby Dick è il romanzo del mare. Siamo al  confine tra Stati Uniti e Messico, intorno al 1850. Un gruppo di uomini viene assoldato per difendere le popolazioni locali dalle incursioni degli indiani. Progressivamente la banda inizia a distruggere tutto ciò che incontra: non solo indiani, ma soldati messicani e americani, civili inermi, in un delirio crescente. Li comanda il giudice Holden, alto due metri, enorme, glabro, sessualmente ambiguo, figura di proto nazista, ma anche scienziato, giurista, teologo, geologo, erborista, prestigiatore, predicatore biblico. Nel west la violenza è il metro per misurare ogni cosa. Se si subisce un torto, non si avrà pace fino a quando il torto non sarà restituito. Leggevo “Meridiano di sangue” quando i marines americani sono entrati nel covo di Bin Laden per eliminarlo: il fatto mi è sembrato naturale e, a ripensarci, sia la mia riflessione sia l’incursione non erano del tutto scontate. Ho letto con orrore dei soldati americani che urinavano sui cadaveri dei nemici: è una cosa riprovevole, vile, ma è nulla a ciò che accade ai morti in Meridiano di sangue. Diversamente da altri autori – un esempio è Malaparte – in McCarthy non c’è nessun compiacimento nel descrivere la violenza. La violenza è una cosa naturale, come il sole che sorge e tramonta, e non può darsene una spiegazione.

Tommaso Pincio ha scritto un bellissima recensione del romanzo. Come me, è rimasto folgorato dalle pagine dove un gruppo di indiani massacra dei bianchi. Da dove vengono questi indiani? Vengono dal nulla, dalla pancia della terra, appaiono come una nuvola e come una nuvola spariscono. In Moby Dick Melville giocava su due piani: l’avventura del mare, le pesche avventurose, la lotta con la balena e poi, su un altro piano, le descrizioni naturalistiche, da biologo, da scienziato. Lo stesso fa McCarthy. In primo piano ci sono le avventure degli uomini, le sparatorie, le cavalcate, gli agguati, gli incendi, i massacri, gli inseguimenti. L’altro piano è la descrizione straordinaria della natura: albe, tramonti, alberi che bruciano, cieli, fiumi, venti, pietre, tempeste, orsi, bisonti, fiumi, avvoltoi sui cadaveri, antilopi, lupi, cavalli, pipistrelli, muli,cani, tori, grizzly. Il giudice Holden è Moby Dick, è il mostro imbattibile che non morirà mai. In Moby Dick Dio punisce il capitano Achab attraverso la balena bianca. In Meridiano di sangue non c’è nessun Dio, c’è solo l’ineluttabilità degli uomini e della natura.       

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