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Settanta acrilico trenta lana, di Viola Di Grado

Viola Di Grado, Settanta acrilico trenta lana, 2011
[le letture del martedì di RdB]

Che ci fa una ragazza italiana, Camelia, con la madre a Leeds? A Leeds dove piove sempre e non si vede mai il sole. E come vanno le lezioni di cinese che Wren impartisce a Camelia? Che misteri nascondono Wren e suo fratello? E come va la testa della mamma di Camelia?

Viola di Grado ha scritto un romanzo originale, con una lingua tutta sua, piena di contaminazioni, mischiando tanti generi e cose diverse. C’è un po’ Salinger. C’è un’autobiografia dell’adolescenza, con la scoperta del sesso e il rapporto con la mamma che, poverina, non se la passa bene. C’è la fascinazione occidentale per l’oriente, con l’ossessione di dover imparare il cinese. C’è il rapporto con la lingua inglese e la sua pronuncia. Ci sono la cultura giovanile, i tatuaggi, la moda, i maglioni fatti a pezzi, il punk e i dischi della cantante islandese Bjork (ma anche Casta Diva). C’è una storia oscura, quasi un giallo, dove si intrecciano malattia mentale, depressione, colpi di sorpresa, rinascite e tragedie. C’è Leeds e il tempo inglese, quello che abbiamo subito tante volte ma che non ci ricordiamo di essere stato descritto in modo così straniante in altri testi. Il romanzo ha mischiato tutto. Qualche volta l’equilibrio si perde e il lettore si stranisce per il continuo alternarsi di comico e tragico, per i salti di tono. Viola Di Grado scrive bene e talvolta gigioneggia (magari l’editor poteva tagliare qualcosa). Ma il lettore resta attaccato alla storia fino alla fine: non è questo uno dei risultati più importanti in un libro?

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  1. 29 febbraio 2012 alle 12:53

    Grazie per le tue belle recensioni, che oltretutto riguardano il mio genere preferito di narrativa. Una domanda: qual’e’ il significato dell’ideogramma cinese?

  2. 29 febbraio 2012 alle 13:59

    Ciao Paola. Sarà contento il mio amico RdB, che ne è l’autore (e che immagino legga il tuo commento). L’ideogramma lo ha scelto lui, non mi ricordo cosa significhi. Ciao

  3. Riccardo
    27 marzo 2012 alle 21:48

    Grazie per il commento. Sono sincero: non conosco il significato dell’ideogramma. L’ho messo perchè lo studio del cinese è una delle ossessioni del romanzo.

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