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Miserie e splendori delle cortigiane, di H. de Balzac

Honoré de Balzac, Miserie e splendori delle cortigiane 1839-1847

[Le letture del martedì di RdB]

Questo romanzo è il seguito delle “Illusioni perdute” e si compone di quattro parti:Come amano le cortigiane (1839), Quanto costa l’amore ai vecchi (1843), Dove conducono le cattive strade (1846), L’ultima incarnazione di Vautrin (1847). Il protagonista è Carlos Herrera, alias Jacques Collin, alias Tromp-le-mort, alias Vautrin. A Parigi Carlos Herrera si finge un prete spagnolo e ordisce le sue trame per far fare carriera al suo protetto, Lucien de Rubemprè, il personaggio principale delleIllusioni perdute. Lucien è amato dalle donne più importanti di Parigi ma lui è innamorato di Esther, bellissima cortigiana; ecco la storia di “Come amano le cortigiane”. Il terribile Herrera costringe Esther a sparire, a ritirarsi in campagna, perché niente deve turbare la scalata sociale di Lucien, promesso in sposo a una ricca giovane dell’alta borghesia. Poi Esther viene richiamata a Parigi, ma solo per spillare più soldi possibili al ricchissimo banchiere ebreo Nucingen. Qui Balzac si scatena con il suo antisemitismo; le pagine del vecchio banchiere preso in giro da Esther sono tra le più belle del romanzo: siamo in  Quanto costa l’amore ai vecchi. Nucingen è un alsaziano, parla con un terribile accento tedesco: è una caricatura di Rotschild.

Herrera non è un prete, è in realtà un forzato, scappato dalla prigione (forse Balzac si ispirò alla storia di Vidocq, ladro, falsario, più volte fuggito dal carcere). Il romanzodiventa una spy story: la polizia di Parigi cerca in tutti i modi di svelare la vera identità di Herrera, cercando di spiare lui,  Esther e Lucien. Dunque agguati, inseguimenti, pedinamenti, travestimenti, agenti di Herrera contro agenti della polizia – l’astuto Corentin – trappole, ricatti. Esther si suicida, perché si è infine concessa a Nucingen, lei che ha sempre e solo amato Lucien. Vautrin sembra avere la peggio e finisce, come Lucien, nel carcere, alla Conciergerie, al Palazzo di giustizia.

Balzac interrompe la spy story e fa iniziare la terza parte: Dove conducono le cattive strade. Balzac dice al lettore: ora devi imparare a conoscere uno dei poteri dello Stato francese. Il romanzo diventa un descrizione minuziosa del sistema giudiziario, di come lavorano i giudici, gli avvocati; di come si vive in prigione; di quali sono le regole della giustizia, degli interrogatori, di quello che è cambiato rispetto all’ancient regime (che Balzac rimpiange); di che cosa è il diritto penale, di come è organizzato il Palazzo di giustizia, di come si incarcera e di quali sono le reazioni degli arrestati, di come si comportano i giudici istruttori e la polizia. La giustizia è, semplicemente, una componente della Commedia Umana.

Lucien e Vautrin sono interrogati. Mentre il falso prete spagnolo non confessa nulla, Lucien crolla. Distrutto dal rimorso, dal rimpianto di aver tradito il suo mentore, si suicida, dopo aver letto l’ultima lettera di Esther e scritta la sua a Herrera. Qui c’è un po’ di melodramma, con Herrera che piange sul corpo del suo allievo.

La quarta parte, L’ultima incarnazione di Vautrin, torna alle schermaglie tra il nostro superstite e la polizia. Tutto sembra perduto per Vautrin ma c’è l’ultimo colpo di scena. I complici di Vautrin – in particolare la terribile domestica Asia –   possiedono molte lettere che le mogli di alcuni grandi borghesi di Parigi avevano scritto al loro amante, Lucien. C’è soprattutto una contessa che ha perso la ragione alla notizia della morte di Lucien.  Lo scandalo sarebbe grande se le lettere fossero rese pubbliche. Marx riteneva Balzac il più grande degli scrittori borghesi e avrà apprezzato queste pagine, per il quadro ridicolo che offrono della società francese del tempo. Gli uomini più potenti – i giudici, i politici – sono nelle mani delle loro mogli: sono le loro bizze, le loro gelosie, i loro amori clandestini che decidono le scelte politiche e giudiziarie. E alla fine, come fa la polizia a resistere al ricatto di Vautrin? Accettandolo ! Vautrin diventa il capo della polizia – ecco la sua ultima incarnazione –  e le lettere di Lucien alle sue amanti non saranno divulgate.

Miserie e splendori delle cortigiane non ha l’unità stilistica delle Illusione perdute, non ha un disegno e un filo conduttore unitario, si perde dietro mille personaggi e digressioni. Ma dentro c’è sempre un grande Balzac.

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  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. 12 aprile 2013 alle 10:11

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