Home > apprendista, letture, scrivere > Chiudi gli occhi e La banda dei brocchi. Raul Montanari Vs. Jonathan Coe

Chiudi gli occhi e La banda dei brocchi. Raul Montanari Vs. Jonathan Coe

Andiamo a pagina 33 del libro di Raul Montanari, Chiudi gli occhi, uscito nel 2004.
Cos’è successo in queste prime 33 pagine? Un tipo, fatto di cocaina, è andato fuori strada con la sua BMW, ripreso il controllo della macchina carica su un tale che gli pare di aver conosciuto. Quando capisce chi è lo fa scendere, ed è tanto che non gli mette le mani addosso.
Capitolo 2. Bar di un piccolo paese sul lago d’Iseo. Discussioni da bar: sulle ragazze, sui (e coi) negri, sulla fabbrica che chiude. Abbiamo capito: il paese a questi africani non li può sopportare, perché osano guardare le ragazze e ci rubano il lavoro. Poi arriva il tipo della BMW e dice al fratello, che partecipava alla discussione, è tornato Andrea: il “bastardo che ha ammazzato nostra sorella”.

I temi: la provincia, il razzismo, la droga, le femmine, un delitto che, è probabile, farà da tirante alla storia, almeno all’inizio.

Ne La banda dei brocchi di Jonathan Coe (che è lungo più o meno lo stesso) c’è la fabbrica, c’è il razzismo, c’è un fatto personale che non si sa bene se è un delitto oppure no (e c’è una bomba dell’IRA a insanguinare la trama).
A differenza di Montanari, però, Coe distribuisce questi elementi in un numero di pagine molto più ampio, e in un ordine diverso. Intanto inserisce la materia raccontata in una cornice esterna (due ragazzi si incontrano a Berlino nel 2003 e rievocano la storia dei loro genitori); ma questo ora non importa.
Ora non ce l’ho vicino, ma la sensazione della lettura è che prosegua per cominciare con l’ambiente della  fabbrica (e dei rapporti personali che si mescolano con quelli politico-sindacali), della scuola, della città, e dopo, piano piano inserisce il tema del razzismo, di cui è fatto oggetto un ragazzo della scuola, e poi, dopo altre decine di pagine, introduce un elemento di mistero (la sparizione di una ragazza, una lettera anonima) che svelerà addirittura in un altro romanzo!
Montanari affastella tutto nelle prime 29 pagine. Coe affresca. Montanari dichiara.

Sono mai paragonabili due libri, due romanzi? Certamente no. Direte: ma sono cose diverse! Hanno intenzioni diverse. Hanno, conseguentemente,  una struttura, una dimensione diversa.

Rimane il fatto che, mutata la struttura, l’ambizione, la trama, quello che ci si aspetta è tuttavia un medesimo rispetto di “regole” narrative utili a godere della fabula senza l’opprimente senso si soffocamento, di asfissia che restituisce una narrazione tutta detta, dichiarata come fosse un dispaccio che racconti fatti molto più complessi che ora non si ha il tempo né la voglia di raccontare nei dettagli (ciò che invece è proprio il compito della letteratura). E’ tutto già lì. Suggerito, indicato e sottolineato. Avrebbe potuto benissimo  fingere di non avere una storia da raccontare.
(o mi state dicendo che quello di Montanari è un romanzo di genere?)

Indicazioni per l’Apprendista Scrittore: prendere alla larga. Arrivare al centro dalla periferia (o arrivare alla periferia dal centro: ma non mettere insieme centro e periferia). Se vuoi dire una cosa, dinne tre. Fingi.

[continua]

[già pubblicato sul blog Apprendistastregone.splinder.com, il 25/10/2005]

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: