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Immagini raccapriccianti

Che Bin Laden sia morto mi sembra che ci siano pochi o nessun dubbio. Che bisogno c'è di documentarlo con immagini raccapriccianti? Cosa aggiungerebbe?
Che, se la notizia non fosse vera, Bin Laden immagino si farebbe vivo con un messaggio dei suoi. Che figura ci farebbero gli americani? E soprattutto: a cosa servirebbe una foto che chiunque, come si sa, può taroccare come gli pare, di fronte a un video che dimostrerebbe in un minuto la sua natura di falso?

E tuttavia gli strateghi americani se ne stanno lì, nei loro bunker, in camicia, con le maniche rialzate e le cravatte allentate, con una bevanda calda in un bicchiere di carta poggiato davanti al tavolo, il Presidente con le gambe di traverso, come uno che passa di lì un po' per caso e voglia dare un'occhiata per vedere com'è che funziona questo mondo di merda, a decidere se, come quante e quando mostrare al mondo le inguardabili foto raccapriccianti.
Sembra che non si fidino.
Ma di chi? Di che cosa?
Non si fidano della loro stessa capacità di persuadere l'opinione pubblica mondiale di un fatto realmente accaduto? Il fatto non è accaduto precisamente come lo hanno raccontato e le immagini (taroccate anche quelle) servono ad avvalorare il racconto? L'ansia di mostrare Bin Laden cadavere nasconde un sentimento di vendetta irrefrenabile?
Ma mi chiedo anche: possibile non sia stato filmato l'innocuo e sicuramente non raccapricciante momento della "sepoltura" in mare? Poiché la risposta è certamente no, non è possibile (o è scarsamente possible), come mai non vengono diffuse neppure queste immagini? Perché non sono abbastanza raccapriccianti? Perché non dimostrerebbero niente? – presumo che il corpo sarà stato messo in un qualche tipo di sarcofago – e quindi questo significherebbe che la diffusione delle immagini –  in un contesto informativo dove l'icona ha un valore assoluto – ha un valore non tanto documentario  – cioè con un basso tasso di implicazioni sogggettive, morali, o comunque utilitaristiche – quanto testimoniale – cioè finalizzate a uno scopo, ad un tornaconto di qualunque specie, in questo caso per garantire la verità?

Come che sia, mi sembra che questa ossessione per la documentazione attraverso una riproduzione comunque non verificabile della realtà nasconda un duplice bisogno di rassicurazione, che riguarda sia i protagonisti dell'evento, che si collocano su un piano di sudditanza rispetto alla pubblica opinione, sia appunto i destinatari del messaggio, cui si vuole garantire il soddisfacimento di un bisogno patologico (guardare per credere).

Un buon tema per un romanzo di Don Delillo?

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  1. bsq
    5 maggio 2011 alle 08:07

    Post Scriptum
    Alla luce di quanto sopra la scelta di Obama di non far pubblicare "ufficialmente" (qualcuno, vedrete, lo farà lo stesso) è una scelta di civiltà, e di progresso culturale non indifferente.
    E.

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