Home > -, letture, riccardo db > Corri coniglio, di John Updike

Corri coniglio, di John Updike

John Updike, Corri, coniglio, 1960
[le letture di Riccardo DB]

Molte donne pensano che il sogno di ogni uomo sia quello di lasciare tutto, di scappare; se ciò fosse vero, una trasmissione come “Chi l’ha visto” andrebbe impedita con un norma costituzionale.
Comunque anche Harry Angstrom – ventisei anni, una moglie alcolizzata, Janice, un figlio di tre anni, Nelson, un lavoro mediocre – prende la macchina e scappa verso il Sud. Tornerà a casa ma la sua storia si complicherà, fino a indurlo a una nuova fuga.

Bellissimo spaccato della provincia americana degli anni cinquanta, con la vita della comunità, la descrizione del piccolo paese, i supermercati, le siepi dei giardini, gli interni domestici. Updike ha uno stile tutto suo, non americano, europeo – si era laureato  a Harvard con una tesi sulla poesia inglese del Seicento – quasi proustiano, di lente descrizioni, di scene lunghe, un po’ cinematografiche.
Senza voler raccontare troppo della storia, in un romanzo di trecento pagine ci sono poche scene fondamentali: la fuga, il ritorno, l’incontro con l’allenatore di basket, Tothero, e la nostalgia per la giovinezza che non c’è più, l’incontro con l’amante Ruth, l’incontro con il pastore episcopale Eccles –  e il tentativo della sua consorte di sedurre Harry – il ritorno a casa di Harry, le idee e le ire dei suoi genitori e di quelli di Janice, la tragedia finale accaduta alla povera moglie, la nuova fuga di Harry.
Restano scene indimenticabili, All’inizio Harry chiede di poter giocare a basket a dei ragazzini, molto scettici. E lui inizia a mettere dentro un canestro dopo l’altro: non è forse il sogno di ognuno di noi, riscendere in campo per rigiocare allo sport praticato in gioventù e mostrare che il tempo non è mai passato? La fuga con la macchina verso Sud, con gli incontri dai benzinai, i cartelli stradali, le luci, le inversioni, gli errori di marcia. L’incontro con il vecchio allenatore, ormai malandato, che ricorda le partite clou di Harry. La scena del primo amore con Ruth è una delle più belle scene d’amore mai descritte. Così come le pagine sulla solitudine di Janice e i dialoghi tra il buon pastore Eccles e la pecorella smarrita da recuperare.

Harry Angstrom è l’uomo solo del romanzo americano che ritroviamo in tanti capolavori, da Melville a Bellow da Salinger a Roth, solo per citarne alcuni.

Annunci
Categorie:-, letture, riccardo db Tag:
  1. utente anonimo
    4 maggio 2011 alle 12:56

    L'uomo di cui non mi stanco mai di leggere.   paoladazero

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: