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Mondiali. Perché no

Si parla poco dei mondiali di calcio.
Sei impazzito??
Esatto, se ne parla poco. Meglio: se ne parla male. Meglio ancora: non importa a nessuno dei mondiali, e se ne parla a vanvera, con il fastidio di chi è in fondo obbligato a farlo.

Spiegati, ti prego.

Il calcio è un racconto di eroi. Almeno, lo è stato, ma in una consistente fetta di mondo lo è ancora. Da Città del Messico in giù, diciamo. E da Nizza in su.
Qui da noi in Italia il calcio è una merendina rancida, scaduta, che alla fine uno scarta e mangia con un certo disgusto.
–br–
Il calcio è una epopea lirica. E’ sogno e passione, identificazione e nazionalismo.
Qui da noi è campanilismo, quartierismo, palio corrotto, sangue infetto, retropalco dove si conusmano altri delitti, altre vendette.
La Nazionale non importa a nessuno.
Venti milioni di spettatori? Venti milioni di curiosi stanchi. Inappetenti, distratti, cinici.

In Sudafrica sono andati schiere di brasiliani, di argentini, ma anche di olandesi e probabilmente all’appello mancano solo i greci e si capisce perché. Ma non ne sono sicuro perché non ho visto le partite della Grecia.
Gli italiani se ne stanno a casa, davanti alla televisione, a sonnecchiare e a vomitare bile sul commissario tecnico, sui giocatori rimasti a casa.
Il racconto epico del calcio qui da noi è un lontano ricordo. In sudamerica chiudono gli uffici e le fabbriche quando gioca la Nazionale ai Mondiali.

E’ un bene o un male?
Forse è un bene. Ma forse no.
E’ un segno. Di un paese cambiato e non credo in meglio. E’ morta la passione popolare, sono rimasti i soldi e la squadra che vince tutto è una multinazionale apolide senz’anima.
in Italia non c’è più un’anima calcistica, non c’è un mito, neppure una sua controfigura, perché quelle che ci sono l’attuale commissario tecnico le lascia a casa. Contento lui.
L’Italia gioca un pessimo calcio, orrendo, noioso e privo di fantasia. E questo è un corollario di quello di cui sopra. Come potrebbe essere diversamente? La passione è morta anche per questo. Dove sono finiti gli eroi? Anche quelli fasulli, gli eroi sporchi e incoscienti delle nazionali sudamericane, gli Higuita, i Chilavert, i Valderrama, i Cubillas, gli Hugo Sanchez, angeli dalle facce sporche. A loro però la passione insana non è venuta meno. Anche senza eroi chiudono fabbriche e uffici. Perché la Nazionale è la speranza di un paese, è la gioia secca e folle di un riscatto che ha in sé la scommessa del fallimento, delle lacrime di un intero popolo.
L’Italia è una squadretta che somiglia al suo Paese. Solo i telecronisti della Rai sembra che non se ne accorgano. Le loro sembrano le telecronache di gente che non ha mai visto prima una partita di calcio. La più insignificante giocata diventa un’azione memorabile, i difetti sono veniali e alla fine il risultato è bugiardo.

In generale sono dei brutti mondiali. E il motivo è semplice: le squadre, anche le peggiori, hanno imparato tutte a difendersi. Difendersi bene non è facile, ma sempre più facile che attaccare.
E attaccare squadre arroccate in difesa non è mai facile. Impossibile se non si hanno campioni e fantasia.

Oggi ho visto l’Argentina. Ci gioca un certo Di Maria. Non lo conoscevo. Leggo che gioca (giocava) nel Benfica, in Portogallo. E’ fortissimo. E’ quello che un tempo si sarebbe definita un’ala. Oggi si dice esterno alto. Salta l’uomo, è rapido. Scopro che ha il passaporto italiano (almeno così sembrerebbe). E che oggi se lo è comprato il Real Madrid. Non ho detto: nell’Argentina gioca Messi, o Higuain (oggi 3 gol). Ho detto Di Maria. L’Italia non ce l’ha un Di Maria, neppure per sbaglio.

Ho visto la Germania. Ci gioca un certo Mesut Ozil, 22 anni, di origini turche. Un gran bel giocatore. Vivace, con personalità, libero di creare e di divertirsi. Da noi non ce n’è uno simile, neppure per sbaglio. Forse sì, ma sta a casa.

l’Italia è parcheggiata in un limbo dove si intravedono i campioni degli altri, che giudichiamo con la supponenza e la superbia di vecchi nobili falliti.

Poi, magari, i Mondiali li vinciamo noi. Perché la palla è rotonda.

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Categorie:discorsi, football
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