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Big deal, romanzo di Ezio Tarantino

Dopo qualche piccola anticipazione pubblicata nei giorni scorsi, eccolo qui. Lo potete comprare su Amazon.com, se vi va.

Lettera aperta ad amici, colleghi, conoscenti e sconosciuti

bigDeal_cop1Come molti, e per molti buoni motivi, sono decisamente contrario all'autopubblicazione. Non solo quando bisogna spenderci soldi (una pratica insultante e immorale – anche se ai tempi di Leopardi o di Moravia era diverso); anche quando l'operazione non comporta – quasi – alcuna spesa.
Come nel caso di Lulu.com, o de ilmiolibro.it.

In questi casi la ripulsa è data dalla ovvia considerazione che siti come questi, non proponendo alcun filtro agli autori, non servono praticamente a nulla, se non a stamparsi alcune copie di un libro, da distribuire agli amici o ai parenti, o agli studenti in classe (in quest'ultimo caso penso, invece, che siano un'ottima cosa). E sarà così almeno fino a quando un autore conosciuto non decida di trascurare, almeno per una volta, il suo abituale editore, e pubblicare senza alcuna mediazione (e senza rinunciare alla distribuzione in libreria, visto che almeno Lulu la prevede, se si vuole) con uno di questi nuovi strumenti messi a disposizione su e dalla rete. Aspetto con ansia quel giorno. Penso che ne trarrebbero vantaggio in molti.
Ma, così come sono oggi, questi siti sono un'accozzaglia di vanity press, all'interno della quale nulla può significativamente elevarsi dal generale livello di assoluta mediocrità.

Allora perché stavolta ho fatto un'eccezione (ovviamente ritenendo – come tutti, immagino – di non confondermi con la circostante "assoluta mediocrità")?
Per provare. Volevo giocare con questo libro, che dedico non tanto all'indistinto lettore che ogni scrittore – o aspirante tale – immagina con gli occhi e le mani avidamente immersi nella lettura del suo libro; ma ai miei colleghi bibliotecari, e in particolare a quelli che come me si occupano di editoria elettronica. Un mondo un po' particolare, molto specializzato, stimolante (come si dice – non oso pensare l'oggetto dello stimolo), non molto divertente, almeno per me (non più), ma che sa offrire spesso spunti e occasioni che possono incuriosire, appassionare (perché no)  o semplicemente intrattenere la mente in complicati calcoli che per qualcuno sostituiscono il sudoku (non lo sto inventando, mi è stato detto).
Quindi, avendo in mente di dedicare ai miei amici o semplici conoscenti sparsi in tutta Italia (e non solo) questo divertente (e amaro) racconto, ho pensato che forse un tentativo poteva essere fatto.

Certo, avrei potuto distribuire un PDF sulla rete, sul mio blog, o semplicemente via posta elettronica.
Ma un libro è un libro! Ha una bella copertina (mia), un formato inimitabile, fa compagnia e sulla metro chi vi guarda sa cosa state leggendo. Altro che e-book!

E quindi eccolo qui. A vostra disposizione. Se volete potete acquistarlo su Amazon (carino no? è semplicemente un'opzione – gratuita – che offre Lulu.com, niente di che), al prezzo di circa dieci euro più le spese di spedizione.

Ma, essendo Big deal un libro che parla anche di open access lo potete pure scaricare gratis (non proprio, Lulu fa pagare circa 1 euro, vi giuro che non l'ho deciso io), in formato PDF, non ve ne vorrò… (potete fare anche entrambe le cose).
Vi avverto: il libro è in vendita anche su Lulu.com, ovviamente, essendo il mio "editore". Ma lì le spese di spedizione sono più alte e itempi di invio più lunghi. Consiglio Amazon.

Non voglio dirvi di più sul libro. Per molti di voi il titolo suonerà familiare. Si parla del nostro mondo, si parla di open access, ma non solo. Si parla anche di sogni, di aerei e di aeroporti, e di amore, naturalmente.

Molti dei miei colleghi immagino non conoscessero questo mio lato nascosto. Non ho molte cartucce da sparare per convincerli a non guardare al mio tentativo come a quello di un folle: ho pubblicato qualche racconto, ho vinto, o quasi-vinto, qualche concorso; ho quasi-pubblicato un paio di libri, e quello che penso e come mi relaziono ai libri lo potete leggere – è un invito retorico, s'intende! – sui blog dove scrivo da anni (Blog senza qualità e La poesia e lo spirito). Big deal è il mio quarto romanzo.

Non mi resta che augurare a tutti buona lettura!

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  1. 4 maggio 2010 alle 08:58

    Oh! finalmente hai trovato il modo di fare i soldi. Anche se onestamente non credo che il big deal e l'open access potranno fare di te un nuovo caso Larsson. E poi 'sta Chiara . A chi ti sei ispirato? Dove stanno queste fate nel mondo dell'editoria? Sono tanti anni che stiamo qui dentro ma a parte, parzialmente, la Maria Romano non ho incontrato mai niente di tutto ciò…Saluti Franco

  2. bsq
    4 maggio 2010 alle 09:18

    Ciao Franco,E infatti ci voleva un romanzo per incontrarla!Sì, sarebbe paradossale se con l'open access ci facessi pure i soldi!

  3. utente anonimo
    4 maggio 2010 alle 09:33

    Eh si! il nostro destino è quello di restare confinati nel campo dei bei sogni. Pensa poi agli scrupoli di coscienza nel momento in cui dovresti andare a contrattare di periodici elettronici con una così. Quanto ai soldi, nessun dubbio, tocca "battere" strade diverse…  

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