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Scenari inquietanti

Scenari inquietanti, o divertenti, dipende dai punti di vista.

La Bonino inizia lo sciopero della fame e della sete.
In piena campagna elettorale. Una genialata.
Immagino Bersani quando glielo hanno comunicato. Scoraggiato, lo sguardo perso, le braccia larghe: "Lo siopero della fame! Ma ditele qualcosa!"

I giorni passano. A Roma sono programmate riunioni del comitato elettorale, incontri, cene, dibattiti, visite nelle province e comparsate nelle televisioni. Ma Emma non c’è, non viene. Emma se ne sta a casa sua, seduta su un tappeto, a fare lo siopero della fame e della sete, circondata da militanti radicali, ricevendo, di tanto in tanto, la visita patriarcale di Marco Pannella. Rilascia dichiarazioni solo a Radio Radicale.
"Emma, c’è qui Tizio, ti ricorda di quell’appuntamento".
"No, non vado, la mia  è una battaglia liberale e libertaria contro la disinformazione e l’illegalità diffusa…"
"Emma, siamo in campagna elettorale!"
"La mia è una battaglia contro la discriminazione del partito radicale trans (nazionale) in difesa della legalità e della democrazia".

Passano i giorni, la campagna elettorale entra, o dovrebbe entrare, nel vivo. Emma, sempre seduta a gambe incrociate sul suo tappeto è diventata un’acciuga, i capelli stopposi, l’alito che si fa a fettine.

"Emma, tra dieci giorni si vota,  ti avremmo fissato un incontro a Frosinone, alla Confcommercio"
"La mia è una battaglia per la democrazia liberale e libertaria".
"Ti aspettano a Rieti, alla Confagricoltura! Emma…"

Bersani intanto, sempre più depresso non fa che chiedere in giro l’ennesima "lensuolata" per asciugare le lacrime che vengon giù copiose. "E la Bonino, che fa la Bonino? Come va lo siopero?" domanda rassegnato, con un filo di voce. Oramai sa che il Lazio è andato, non si preoccupa nemmeno più.

Intanto, a casa sua, Emma rilascia dichiarazioni sulla pace universale, sulla TAV (è favorevole), sull’acqua (è contraria, infattti sta facendo lo siopero). Marco Pannella le ha appeso al collo il cartello con il numero di conto corrente e il telefono del partito radicale, ma le sta troppo grande. Emma scompare dietro il cartello e, da lè dietro, lancia gridolini di resistenza infiacchita dalla tenacia con cui porta avanti la sua stoica battaglia di libertà.

Arriva il giorno delle elezioni. La Polverini prende il 65% dei voti e la stampa, unanime, ne fa ricadere la responsabilità sul PD.

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  1. utente anonimo
    23 febbraio 2010 alle 16:03

     Quando le ho sentito dire che avrebbe iniziato lo sciopero della fame e della sete ho compreso cosa veramente distrugge la nostra dignità : il ricatto. Voglio farmi sentire organizzando giorni di sereno gioco e dialogo tra noi, come i bambini .. giochiamo nella campagna tutti insieme e smettiamola di farci del male. Lei non mostra fierezza con questo antichissimo atteggiamento e passa il messaggio dell’ottenimento attraverso il ricatto. Oltre ai corrotti ci sono anche troppi idioti.

  2. 8 aprile 2010 alle 17:45

    Be', a giochi chiusi si può dire che non è andata esattamente così. Alla fine ha vinto la femminilità e la sensualità… vabbé, la fragetta della Renatina. Ma per un pizzichino, giusto quello.

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