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Dilettanti allo sbaraglio

Immunità parlamentare, legittimo impedimento, lodo di qua lodo di là.
Ora l’ultima proposta per accettare il fatto che il Signor Berlusconi Silvio non posso/debba essere processato fino a che rivesta una carica pubblica (ché, dopo quella attuale, ne troverà senz’altro un’altra) è firmata da una senatrice del PdL, Compagna, e da una senatrice del PD, Chiaromonte.
Da scommetterci che passerà alla storia giornalistica come il "lodo compagna chiaromonte".

Quello che non capisco è la procedura.
Parlo per la Sen. Chiaromonte, ovviamente. La Senatrice Compagna può fare ciò che vuole senza dover rendere conto a nessuno.
La Senatrice Chiaromonte, al contrario, un problemino ce l’ha, e non posso credere che non lo sappia.
Del resto la sua ispirazione la trae non chissà da dove, ma dai suoi compagni di partito, molto più illustri di lei, che so? Violante. D’Alema…. (di sguincio: la senatrice Chiaromonte sostiene la candidatura Bonino, nel Lazio)

Il problemino della senatrice Chiaromonte è che si ta parlando di un provvedimento – qualunque sarà alla fine – da far digerire al proprio elettorato come una medicina amara, amarissima.

Io non penso che una soluzione – anche oscena (qualunque soluzione mi sembrerebbe oscena) – non vada trovata. Anche la boutade di De Magistris (mandiamolo alle Cayman con un salvacondotto, è a suo modo oscena, anche se brillante e condivisibile, anzi, in fin dei conti, auspicabile).

Ma quello che non funziona in quest casi è il metodo, postmoderno, molto secondarepubblica, di fregarsene del consenso della propria parte politica.

Da vecchio osservatore quasi-militante di sinistra, penserei che la prima cosa da farsi in questi casi è formare il consenso. Produrlo, con pazienza e abilità. Non si può pensare che il popolo di sinistra si beva qualsiasi cosa venga prodotta dalla prima senatrice che passa. O dall’ultimo Violante.
Invece è così.
E’ questa interpretazione berlusconiana della politica che trovo insopportabile. Ormai fatta propria da chiunque (da Fini a Di PIetro).

Il comunicato stampa è il luogo dove si forma il consenso. Anzi, che lo ignora. Avuto un mandato dagli elettori il modo migliore di onorarlo è farsi gli affari propri, deliberare come se si avesse avuto carta bianca su tutto, a prescindere da tutto.
Poi naturalmente, un quarto d’ora dopo, escono altre agenzie, della stessa parte politica, che smentiscono: Casson (l’ex giudice) dichiara:  la senatrice ha parlato a titolo personale, la sua proposta non è la linea del partito. Ma ovvviamente anche Casson parla a titolo personale.

Ora, non penso che su ogni argomento si possa fare un referendum nei Circoli del PD per stabilire la linea.
Ma per la miseria, ci saranno dei gradi intermedi di mediazione democratica?

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