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Una piccola lezione di stile

fini2Bisognerà dargli credito a quest’uomo. Immagino che qualcuno lo abbia già fatto, qualcun altro non ci pensa proprio, diffidando ad libitum.

Io ero più fra i secondi, lo devo riconoscere. Ma sto cominciando a ricredermi.
Cosa mi sta facendo cambiare idea? Non quello che dice, ma, nel caso specifico, il modo.

Nel fuorionda reso noto ieri quello che mi ha colpito è lo stile. La misura. Come se, per una volta (se non sbaglio la prima volta) il "privato" non regali sorprese oscene, non apra squarci di verità indigeribili, se non con chili di soluzioni al magaldrato. Il tono confidenziale non risulta altro da un normale dialogo fra due persone civili. Non ci sono concessioni a turpiloqui di cui pure tutti facciamo uso nel parlare quotidiano. Non ci sono considerazioni sfacciatamente ironiche o sarcastiche, non si fa riferimento a organi genitali, abitudini sessuali, a confidenze malriposte.

Il magistrato, poi, dimostra un perfetto equilibrio istituzionale, non si sbilancia, l’unica voce dal suo sen fuggita è che l’indagine sulle dichiarazioni di Spatuzza va comunque fatta, assolutamente.
Non sapevano di essere ascoltati, né tantomeno di finire nelle case degli italiani. Avrebbero potuto sbilanciarsi, rilassarsi. Non lo hanno fatto.

Fini in questo modo ha involontariamente provato che quanto dice corrisponde a verità, che non esiste una doppia verità e che quanto dichiara ai giornali (il 3 novembre – ripeto: il 3 novembre) corrisponde esattamente a quanto sussurra all’orecchio di un amico magistrato.

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Categorie:-, politica Tag:
  1. 2 dicembre 2009 alle 09:45

     Un po’ di decenza in una destra francamente indecente e schiava delle pressioni xenofobe della Lega

  2. bsq
    2 dicembre 2009 alle 13:08

    Esatto, è proprio quello che penso.
    Ezio

  3. 2 dicembre 2009 alle 17:25

    siamo nel terzo millennio, dobbiamo dimenticare gli schieramenti e OSSERVARE di più le persone, sinceramente se dovessi votare, il mio consenso lo darei a lui, indipendentemente dal partito o bandiera rappresenti, lo trovo un uomo equilibrato e ravveduto, il resto è solo penosità di idee se non vecchio e falso politichese di bandiere e cattedrali dove si sentono le urla dei pastori di chiese sull’orlo del declino…
    il futuro si costruisce con uomini che sanno confrontarsi e soprattutto proporre senza paure e logiche di schiavismo da gregge. Trovo tutto il resto un fermo consenso al totalitarismo di stampo sovietico, ma non mi meraviglio, dicono che quando si abbatte un muro, se ne costruisca subito un altro da un’altra parte, il resto è storia che deve ancora venire…
    Complimenti a Fini

  4. 2 dicembre 2009 alle 19:51

    Sono fondalmentalmente di sinistra ma capisco pure che la verità ha sempre molte facce.

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