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Columnist

Editoriale.
Premessa: l’Italia è quella che è. Un paese sempre più brutto, sempre più egoista, sempre più razzista.
Cosa mi aspettavo da queste elezioni? Misurare il livello del degrado.
Ho votato PD, ma non sono un tifoso del PD. Il PD ha perso, ma a me non interessa granché. A me interessa il risultato complessivo. A me interesse l’Italia.

Com’è andata?
E’ andata che un sacco di gente non è andata a votare. Berlusconi sostiene che questo li ha danneggiati.
E bravo! Ha ragione (mi costa un po’ dirlo). Ma non nel senso che pensa lui.
In pratica si votava per un referendum. Il Grande Capo è sotto scacco. E’ sotto il tiro della stampa anglocomunista. Che fa il suo popolo? Lo sostiene come un sol uomo?
Manco per niente. Il suo popolo se ne va al mare (tempo permettendo). Questo è un risultato politico.

Non è ancora abbastanza, ma intanto lo annotiamo.

Come annotiamo il fatto che PDL + Lega Nord arrivano al 45,5%.
Tutte le opposizioni, quindi, superano, se la matematica non è un’opinione, il 50%. Questo non significa che ci sia una maggioranza alternativa pronta a sostituire l’attuale governo. In democrazia, infatti, vince la maggiornaza relativa.
Ma significa che se Berlusconi si azzarda a dire ancora che loro sono la magioranza del paese dice palesemente una incontrovertibile balla.

Annotiamo poi che esistono due blocchi estranei al bipolarismo.
I radicali di centro, con circa il 6% e i radicali di sinistra, anche loro con circa il 6%.
Ma essendo i radicali di centro un po’ più furbi di quelli di sinistra, il loro 6% gli consente di prendersi qualche seggio all’europarlamento; quelli di sinistra, al contrario, no. Bravi. Complimenti vivissimi.
Io sarei anche disposto a votarli, quelli di sinistra, ma a condizione che mi spieghino in "plain english" come si dice, le sostanziali differenze fra i due schieramenti, e che l’attuale classe dirigente scompaia definitivamente nell’oblio.

Annotiamo che il PD non sfonda mentre l’Italia dei Valori sì (e anche la LEga, perlatro). Non mi stupisce per niente. Mi sarei stupito del contrario. Ora, io non voglio difendere la linea politica (?) o i dirigenti del PD (anche se, lo devo dire, Franceschini mi sta simpatico).
Dico solo che ho da tempo il sospetto che se anche il PD avesse una linea politica fantastica in questo momento avrebbe enormi difficoltà a farsi capire (a meno di non spostarsi decisamente a sinistra, o decisamente al centro: ma il suo essere né carne né pesce – come si potrebbe facilmente dire – per me non è essere né carne né pesce, ma essere una cosa nuova, obliqua, complessa, alla ricerca di una difficile sintesi).
Quindi in questa Italia non mi stupisce affatto che vada avanti Di Pietro, così come mi sembra naturale che vada avanti Bossi.

Insomma, non è andata malissimo.

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  1. utente anonimo
    8 giugno 2009 alle 12:39

    Trovo perfetta la definizione di “cosa nuova,complessa,obliqua”quando parli della sinistra ,e sono d’accordo con te sulle tue valutazioni.
    Insomma,non è andata malissimo..
    Stefy

  2. 9 giugno 2009 alle 22:34

    ecco, questa lettura dei risultati mi rende un po’ meno negativa.

  3. 9 giugno 2009 alle 23:36

    Trovo l’astensionismo una scelta imbecille, che priva chi la pratica del diritto di lamentarsi del degrado. Se fossi stato italiano, avrei votato PD turandomi il naso, come disse quel grande giornalista di centro.

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