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Diritto e/è giustizia

Il giudice, su richiesta del Pubblico Ministero, ha concesso gli arresti domiciliari al colpevole, reo confesso, della violenza subita da una ragazza la notte di capodanno, a Roma.
La vittima è pronta a farsi giustizia da sola.
I politici insorgono. Il ministro manda i suoi ispettori: vuole vederci chiaro.

Il diritto parla chiaro (Articolo 274 del CPP): la custodia cautelare non è un anticipo di pena, ma una misura atta a permettere agli inquirenti di poter svolgere le indagini su un sospettato, senza che questi possa nuocere, in qualsiasi modo, all’accertamento della verità (scappando, in primo luogo, o inquinando le prove). Anche se l’indagato è reo confesso (forse, direi io, a maggior ragione).

E’ la solita storia. Da Antigone in poi. Quel che stabilisce il diritto è anche giusto? E la vendetta è giustizia?

Un paese che si fa queste due domande è un paese messo proprio male.

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  1. 26 gennaio 2009 alle 15:50

    La legge non la discuto in generale, la osservo di solito, anche se posso non essere d’accordo, discuto la noiosa tattica di difesa: l’uso dei stupefacenti … ecco questo per me non è un’attenuante, ma un’aggravante, invece in italia sta diventando un modo x evitare il carcere.

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