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Il premio Nobel

Gli scrittori americani, si legge oggi sul Corriere, sono giudicati dall’Accademia delle scienze svedese, isolati e provinciali. Quindi anche quest’anno niente Nobel a Philip Roth.

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  1. 10 ottobre 2008 alle 11:17

    Bensì a Jean-Marie Gustave Le Clezio, che non conosco affatto…
    Sto leggendo ‘Lo stato delle cose’….perchè io lo trovo ‘pesante’? Non trovi che questo suo divagare su ogni cosa, quei suoi approfondimenti ‘immobiliaristici’ siano un pò esagerati? O forse sono io che non riesco a starci dietro…

  2. bsq
    10 ottobre 2008 alle 11:37

    cara Paola mi rendo perfettametne conto che Lo stato delle cose, e Ford in generale possa risultare “pesante” come dici tu. Non lo consiglierei così a cuor leggero a chiunque. Personalmente trovo le digressioni (tutte le digressioni, ne fa a vagonate) fantastiche. Mi mettono dentro il suo mondo a 360°, mi sento parte di una vita altra. Quel suo ipotizzare la vita degli altri, spendendo mezza pagina sull’idea di come una persona è, cosa pensa, solo per il gusto di entrarci dentro, trovo sia un modo eccezionale per penetrare nella solitudine, nella disperata necessità di inclusione che è di Frank Bascombe, ma è di tutti, negli Stati Uniti.
    E la sua caratteristica tecnica di appoggiarsi a similitudini per noi assolutamente incomprensibili, riferite all’immaginario collettivo americano (nomi di incredibili catene commerciali, di attori mai sentiti, personaggi della TV…): un altro modo di dipingere la realtà in modo iperrealistico e straniato. Come i quadri di Lichtenstein, quelli con la sgranatura del fumetto che diventa essa stessa opera d’arte. Ecco, Ford mi pare uno dei più grandi interpreti della cultura pop americana contemporanea, rivisitata e interiorizzata, non esibita, ma già riferita a un sistema di valori compromesso.

    Ti ho convinta? 😉

    Quanto a coso lì, Clezio, a parte l’assonanza con il mio nome e quello dell’amico Cletus (di fatto ne è la sintesi) che me lo rende très simpa, nulla so. Ma questo (voglio essere generoso) non significa che nulla valga. Puo’ essere che il provincialismo italiano ce lo abbia tenuto nascosto perché non abbastanza alla moda.
    Ciao

  3. utente anonimo
    10 ottobre 2008 alle 14:54

    Oltre che un bravo scrittore saresti anche un ottimo critico: si, mi hai convinta alla grande, mi ci voleva questo input. ciao
    paola

  4. bsq
    10 ottobre 2008 alle 15:39

    grazie!!! ottima iniezione di autostima….
    e.

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