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1929-2009

Nel 1929 crollò la borsa, negli Stati Uniti. In Italia, paese rurale e marginale, il fascismo dominava le masse con i metodi che tutti conoscono.
Oggi, a 80 anni di distanza, il crollo delle borse è planetario, dal Giappone agli Stati Uniti alla vecchia Europa.
L’Italia non fa eccezione.
Ma forse, a ripensarci, l’Italia fa eccezione.

In Italia il crollo della borsa non manda, o almeno per ora è così, in rovina le famiglie. I risparmi della maggior parte di noi sono al sicuro, o nelle banche (dove i depositi fino a centomila euro sono tutelati per lgge) o in titoli di stato. La gente continua a lavorare, a giocare la sera a calcetto, a comprare cellulari, computer e frigoriferi indebitandosi con Findomestic, a programmare il capodanno, come prima. Del resto i valori delle imprese quotate in borsa sono drammaticamente calati, ma non sono mica fallite. Sono tornate ai livelli di qualche anno fa, quando prosperavano serene. E’ il sistema della crescita infinita che è un imbroglio. Non è neppure un modello in crisi, è una pura menzogna: i sistemi economici non possono crescere all’infinito, ce lo dice la storia. Non c’è bisogno di una laurea in economia per capirlo. Basta avere un po’ di memoria. Le borse crollarono alla fine degli anni 90 poi ci fu il boom, poi il crollo, poi una stabilizzazione, ora un altro crollo, poi risaliranno, è naturale, non c’è nulla di anomalo. Se si fanno programmazioni basate su un falso storico, la crescita infinita, è chiaro che se qualcosa gira storto si percepisce uno stato di crisi.

L’Italia. In Italia c’è il berlusconismo. In Italia si fa la riforma della scuola per decreto e con il voto di fiducia, senza dibattito parlamentare, senza un confronto culturale, senza nominare commissioni di esperti, senza coinvolgere nessuno. Si emana un decreto: il maestro unico e il grembiulino sono problemi che rivestono necessità e urgenza.
L’apparente modestia di questi temi non deve trarre in inganno. Cosa sarà mai un decreto legge per imporre il maestro unico quando l’economia va a rotoli? Facciamolo e basta.
Ma è proprio questa l’anomalia italiana. La risposta. Elusiva, ingannevole e autoritaria. La riforma della scuola è un grande problema, e lo strumento del decreto e il voto di fiducia per attuarla è la risposta berlusconista alla sua complessità. Il ricorso alle vie brevi, al decisionismo fuori da ogni controllo dialettico, prima ancora che democratico. Trasformare un grande problema strutturale in un problema urgente solo per evitare di discuterlo è una cosa che mi spaventa.

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Categorie:-, politica Tag:,
  1. 8 ottobre 2008 alle 23:23

    pensavo di scrivere un’articolo più o meno così, oggi. ma lo hai fatto tu. e te ne sono grato.
    roberto

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