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David Foster Wallace (e Repubblica.it)

Ho appena inviato questa inutile mail al direttore di Repubblica.it, Vittorio Zucconi (il quale, come è noto, vive oltretutto negli States)

La morte di David Foster Wallace

Ho aspettato con fiducia fino a da ora (sono le dieci meno un quarto, qui in Italia). Ancora non ne vedo traccia sul sito di Repubblica.
Capisco che le notizie da dare siano innumerevoli. Che l’attualità sia pressante. Ma David Foster Wallace è uno dei maggiori scrittori a cavallo dei 2 secoli (certo, non è Grisham o Le Carrè – cavolo, stava per passare al KGB, sono scosso).
Si è suicidato a Los Angeles, qualche ora fa. Io non so quale sia il grado di popolarità di DFW, non so quanto popolare debba essere un personaggio pubblico perché, quando muore suicida a 46 anni, Repubblica.it se ne occupi; non sono un giornalista, ma sono un lettore che credeva nella diversità di Repubblica: nella sua diversità culturale.

A che serve sbandierare cifre, contatti/giorno, pubblicità a enne zeri, se io, che ingenuamente credevo di essere un target di Repubblica, per trovare la notizia della morte di un equivalente di Don Delillo, o Philip Roth devo districarmi fra missitalia, fantacalcio, Bruni-Sarkò e l’immancabile Doctor Rossi, e trovare un lancio di agenzia AGI seminascosto in pagina interna? (trovato solo perché "cercato" – se non la avessi appresa da altre fonti mai me ne sarei accorto).

Naturalmente avete ragione voi e le mie esigenze sono di nicchia, e un po’ snob. I numeri vi danno ragione. Continuate pure così.
Il fatto è che i numeri non spiegano la validità del prodotto. Ne attestano semplicemente il grado di popolarità. Tautologicamente, le ragioni per cui un giornale è popolare sono intrinseche al fatto che è popolare…. Per esempio, se vuole essere popolare, Repubblica.it deve parlare di spogliarelli sulle strade australiane, o di missitalia, e non della morte di David Foster Wallace. Tutto quadra (anche lamentarsi, quando capita, del livello culturale della Nazione).

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  1. bsq
    15 settembre 2008 alle 09:15

    Tempestivamente mi fu risposto che la notizia c’è, eccome:
    http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/persone/david-foster-wallace/david-foster-wallace/david-foster-wallace.html?ref=search
    (persino la redazione ha dovuto, in ogni modo, usare il “search” per trovarla – e comunuqe è una notizia invisibile, è già deep web prima ancora di nascere)

  2. bsq
    15 settembre 2008 alle 09:28

    seconda risposta dell’impagabile redazione:
    “L’articolo è di ieri, ecco perché non è in home page. I quotidiani on line hanno tempi diversi. Le notizie vengono pubblicate il giorno stesso e non il giorno dopo, come è ovvio. Provi in questi casi ad usare il motore di ricerca interno, che si trova in alto a destra nella home page.”

    La mia controrisposta:
    Grazie del consiglio. Non ci avevo pensato. Perciò se non avessi saputo altrimenti della notizia, stamattina la prima cosa che avrei fatto sarebbe stata di cercare con il motore di ricerca interno se su Repubblica oggi si parla di David Foster Wallace, magari starà per uscire un suo nuovo romanzo. Toh, guarda: è morto!

    Allora, è evidente che non mi sono riuscito a spiegare.
    Va bene così. Era una notizia da non tenere in home page. Questo conferma esattamente quello che ho scritto. E ribadisco: su Corriere.it e lastampa.it la notizia è lì, corredata di foto e articolo di approfondimento. Ora sono stato più chiaro? E oltretutto, quante volte accade che una notizia idiota della famigerata colonnina di destra stia lì per 2 giorni?
    E in ultimo (e poi, giuro, mi taccio): perché insisto tanto? Perché Repubblica è il “mio” gironale. Tutto qui.

  3. 15 settembre 2008 alle 12:30

    Perchè nessun quotidiano ha un supplemento di letteratura, una specie di ‘magazine’ letterario? E magari che non assomigli a un catalogo? Lì magari ci sarebbe spazio anche per certe notizie di poco conto….

  4. 15 settembre 2008 alle 13:47

    Su Repubblica cartaceo di oggi un articolo c’è, Ezio, magari l’avrai già letto. Però sono d’accordo con te. Il fatto è che Repubblica.it è sempre più una cosa diversa da Repubblica cartaceo. Il che probabilmente ha le sue ragioni, condivisibili o meno (il sito web più improntato sulle ultime notizie, frequentemente aggiornato, in linea con i dettami dell’ Infosnaking, come è chiamata negli USA il nuovo modo di informarsi spiluccando notizie qua e là sul web; e il cartaceo destinato agli approfondimenti, alle opinioni). L’impressione che ho è che Repubblica sito, che trovo sempre più brutto, sia una specie di cartina di tornasole di quello che Repubblica giornale diventerà nel futuro (se non nella forma, sicuramente nei contenuti). E questo mi avvilisce assai.

    Bandini

  5. bsq
    15 settembre 2008 alle 13:55

    Bandini, bastava poco.
    Come ho scritto alla redazione, Corriere e Stampa hanno lasciato la notizia in home page con foto e articolo (di Culicchia: La Stampa). Quanto tempo avrebbe resistito in home page la notizia del suicidio di, chessò, Orhan Pamuk? Ma Pamuk è popolare secondo i criteri di Repubblica (it e non it). Foster Wallace no.
    Sarà pure vero, ma da Repubblica uno si aspetterebbe (ingenuamente, lo so, ma la mia è una provocazione) che considerasse DFW allo stesso livello (per la semplice ragione che è certamente di un livello motlo più alto. Perché i suoi parametri sono altri, anche, oso, educativi. Il fatto è che non è una scelta “giornalistica” (quante notizie sceme resistono in home per più di un giorno?), ma di pura ingoranza. Così il giornale si autodeclassa, si imbastardisce con orgoglio.
    E poi diciamocelo. Nella fattispecie o me lo aspettavo davvero. Appena ho letto la notizia, sono subito corso su Repubblica.it per avere un approfondimento. Mi sembrava ovvio, legittimo.
    e.

  6. utente anonimo
    15 settembre 2008 alle 15:14

    Sì, hai ragione. E hai fatto bene a scrivere alla redazione. Io lo feci ai tempi della repressione dei monaci in Birmania. Scrissi una mail chiedendo di non far scemare l’attenzione sull’evento, di continuare a tenerci informati. Forse dovremmo lamentarci di più, instaurare dialoghi quasi quotidiani con le redazioni dei giornali, dirgli che cosa ci è sembrato buono e cosa no, fargli sentire il nostro peso. Forse il web è il canale migliore dove pretendere del buon giornalismo. Anzi ora scrivo subito una mail e mi lamento della Photogallery su Amy Winehouse (che non voglio neanche vedere). Scrivono “fotografi impietosi” ma intanto pubblicano le foto, che ipocriti.

    Bandini

  7. bsq
    15 settembre 2008 alle 15:59

    Le cose che non vanno su Repubblica.it sono tante. Anche l’aggiornamento, per dire. NElla pagina Affari & Finanza leggo (ore 17,00): Apertura già in forte ribasso, poi si aggravano le perdite delle piazze europee. Piazza Affari il Mibtel perde circa il 4,5%.
    Ma ora (e da parecchio, a dire il vero), il calo di Piazza Affari è di circa il 3%. Quella notizia è già vecchia, sono bit stracci, eppure è lì, da ore, a marcire al caldo dei pixel.

  8. 15 settembre 2008 alle 20:31

    A proposito di testate attente alla cultura, La Stampa ha da decenni il supplemento letterario del sabato, TuttoLibri. Molto ma molto buono, tra l’altro. Dal sito della Stampa per tutta la settimana si può scaricare l’ultimo numero in pdf. Ci metterei la mano sul fuoco che quello di sabato prossimo sarà dedicato a DFW.

  9. bsq
    16 settembre 2008 alle 07:45

    Vedremo. Dedicato magari no, ma qualcosa spero proprio di sì.
    Ciao
    Ezio

  10. utente anonimo
    16 settembre 2008 alle 11:51

    Intanto segnalo che sul sito di minimum fax ci sono i pdf di un ricordo scritto da Cassini e uno della Testa, la sua traduttrice.

    Bandini

    (anche mcSweeney’s sta preparando qualcosa)

  11. 23 settembre 2008 alle 23:51

    sono d’accordo con la tua protesta e con il tuo sfogo, spesso anche repubblica fa lo stesso dell’altra informazione. detto questo devo però spezzare una lancia a favore del nostro quotidiano: io ho conosciuto e apprezzato DFW proprio perché ho letto di lui su LaRepubblica più di due anni fa, credo fosse una pagina intera. un abbraccio triste, gf

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