Patrie lettere

Uno dei sintomi del malessere che affligge la letteratura italiana è che dei libri che si leggono (quelli che vendono molto) non si dovrebbe parlare.
Invece in Italia perché un libro venda (ma per vendere deve già possedere le caratteristiche di un libro che vende: facilità, abbondanti dialoghi, personaggi tipizzati e, ma questo non è necessario, numero di pagine superiore alle 500) si deve anche parlare: se ne deve scrivere sui giornali, lo si deve "pompare".

Uno pensa che sui giornali si dovrebbe parlare di quei libri che di loro non avrebbero le caratteristiche del libro popolare. E che quindi avrebbero difficoltà a farsi largo nel mercato. E tuttavia presentano alcune caratteristiche interessanti e culturalmente rilevanti tali da meritare che critici e giornalisti culturali ne parlino. Tutti gli altri si dovrebbero vendere da soli, con le loro stesse forze e gambe.

Il problema è che se non si fosse lanciato Faletti, Faletti (che ha le caratteristiche per vendere per suo conto) non avrebbe venduto. Così per Tullio Avoledo, per Paolo Giordano. Costui ha avuto addirittura bisogno di importanti premi letterari.

In Italia si deve parlare di un libro italiano perché si venda. E poiché alla fine si vendono i libri che si vendono, in Italia si parla solo dei libri che si vendono.

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: