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E’ la stampa, bellezza

In un commento a questo articolo di Giulio Mozzi su Vibrisse Bollettino, Gianluca Minotti, a prposito di moralità dei giornali, riporta il modo con il quale alcuni giornali locali hanno trattato la morte di un macellaio di Frosinone, deceduto dopo una lunga agonia in seguito ad un incidente stradale: di ritorno dal mare aveva travolto e ucciso una mucca che si era trovato in mezzo alla strada, perdendo il controllo della macchina e finendo fuori strada. Minotti stigmatizza la facile ironia con cui è stato trattato il caso (l’associazione fra macellaio e mucca; le foto a corredo dell’articolo pubblicato sull’edizione loclae de Il Tempo: un paesaggio alpino con pascolo in primo piano). E si chiede se sia morale trasformare in una cosa ridicola e grottesca una tragedia.

La mia riflessione, sempre nei commenti, è stata la seguente:

L’episodio della tragedia del macellaio di Frosinone se non fosse vero sarebbe sublime. Degno di "è la stampa, bellezza". Io ho smesso da tempo di associare "stampa" a "moralità". Peraltro non trovo banale ne’ scontata la conclusione. Il dramma del macellaio è un doloroso fatto privato dei suoi familiari. Il giornale lo fa diventare un "racconto", dai tratti intrinsecamente ironici, e lo tratta con lo stesso cinismo che – mi sia concesso – chiunque avrebbe usato nel raccontarlo al bar.
Ora, un giornale nel raccontare una storia di questo tipo puo’ permettersi di utilizzare lo stesso cinismo di una conversazione privata? E la conversazione privata, nel caso in cui alle nostre spalle, in quel bar, si fosse trovata a passare una sorella/figlia/moglie della vittima sarebbe stata meno volgare? E ancora: l’episodio del macellaio di Frosinone è davvero una "tragedia" o solo uno sfortunatissimo incidente dalle crudeli conseguenze? O diventa una "tragedia" nel momento in cui viene raccontato dal giornale? E ci sarebbe stato giornale al mondo che avrebbe trattato la notizia in modo più "rispettoso"? E anche quando il giornale non avesse fatto commenti (né con le parole né con le immagini a corredo) non avrebbe comunque inflitto una violenza ai familiari (lasciando trapelare, fra le righe, un’autentica macabra ironia nel fatto)? E onestamente: quanti giornali locali al mondo avrebbero omesso di dare la notizia (l’unico modo che mi viene in mente per rispettare davvero il dolore dei parenti della vittima)?
C’è una inevitabile discrasia fra pubblico e privato. O no?

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  1. utente anonimo
    7 luglio 2008 alle 16:03

    Sì, credo di sì.

    Bandini

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