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Guerra e pace

Ho visto le ultime due puntate di Guerra e pace.
Si parla tanto dei capolavori della letteratura “ridotti” per la televisione negli anni sessanta (la TV educativa, la TV di Bernabei…. che G&P ha, oggi, prodotto).
Il confronto è totalmente improponibile.

Gli “sceneggiati” erano una sorta di riduzione teatrale di un’opera letteraria. Una forma espressiva con una sua dignità. La recitazione, la messa in scena e la regia derivavano da una recente tradizione americana, che già aveva fatto scuola. Teatro fotografato, dicevano con un’enfasi tutta negativa i cineasti puri. Ma quelli erano prodotti con una loro specifica identità formale che oggi suonerebbe falsa (e per questo era “vera”).

La miniserie tratta da un’opera letteraria preesistente così come la conosciamo oggi è nata qualche anno dopo. Che io mi ricordi forse l’Odissea di Franco Rossi e Piero Schivazappa  potrebbe essere stata uno dei primi esempi.
Cosa fa capire che questo G&P è stato girato nel 2007, mentre l’Odissea nel 1968?
Nulla. A parte il colore.
E’ questa la grande povertà di G&P edizione patinata anno 2007. Un prodotto nemmeno pessimo, con un buon cast, belle facce non troppo conosciute, una regia sobria.
Ma coraggio: zero. Sembra pensato e girato come se nulla fosse successo nel mondo del cinema e della televisione negli ultimi 40 anni. Nulla. Come se non ci fosse stata proprio, la televisione o il cinema.
Come non ci fosse stata Heimat, l’epopea di Edgar Reitz o le telenovelas, o le soap operas. O i film pieni di battaglie spettacolari. Se avessero avuto coraggio G&P avrebbe dovuto durare 16 puntate, non 4, e prendersi i tempi necessari a farci gustare come si deve la storia meravigliosa del romanzo, e non ci sarebbe stato niente da dire.
I tagli cui è stato sottoposto il testo non lasciano l’amaro in bocca per una specifica ragione ideologico-culturale o narrativa (qualsiasi operazione su un capolavoro della letteratura è impropria per definizione); ma perché quello che è stato tolto avrebbe potuto benissimo esserci in una logica prettamente televisiva.
Invece manca solo per la scialba motivazione che altrimenti il prodotto sarebbe venuto troppo lungo: non c’è un’altra ragione strutturale. Un libro come Guerra e pace avrebbe potuto essere riprodotto tale e quale e avrebbe accontentato tutti.
Hanno peccato di generosità, di coraggio. E hanno fatto un inutile bignami che non lascerà nulla dietro di sé. Una perdita di tempo e di denaro indisponente.

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  1. 5 novembre 2007 alle 12:42

    Concordo, anche se non ho visto lo sceneggiato. Ma immagino perfettamente quanto possa essere stato “lasciato fuori”: sicuramente troppo con sole quattro puntate. E credo che gli americani avrebbero fatto di meglio, magari peccando a loro volta in spreco di effetti speciali. Però loro sono bravi in queste trasposizioni, più di noi. penso ad es. alla ‘povertà’ di “Novomndo” (che per molti è un ottimo film ma per me no) e a come lo avrebbero reso loro. E’ solo un umile parere di una profana…

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