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Ritorni

"Tutto muore, ragazza, è un fatto. Ma tutto ciò che muore qualche volta ritorna" cantava, e canta tutt’ora il Boss (nella stupenda rivisitazione del concertone di Dublino) in Atlantic City .
Non ero morto, naturalmente, ma tuttavia sono tornato.

Nel frattempo ho letto qualche libro (di uno, Il Dono, molto bello, di Vladimir Nabokov ne ho scrittoqui); ho visto qualche spettacolo sotto le stelle (ne ho riferito qui).
Ho terminato Sabato, di McEwan (brutto, furbo e pericoloso, perché, essendo scritto da McEwan si fa leggere con l’autorevolezza del modello: pavento un’orda di epigoni che trascorrono decine e decine di pagine a descrivere nei minimi particolari riparazioni di motociclette – nominando nel modo preciso ogni bullone, ogni chiave inglese – o potature di alberi esotici, o restauro di libri antichi, o produzione di reagenti chimici: lo avete capito: questa ossessione per il dettaglio mi è sembrata una scappatoia per arrivare al numero di pagine concordate che non una cifra stilistica – oltretutto la trama è quantomeno inverosimile, per non dire involontariamente comica).
Ho letto un paio di bei libri ambientati nel Sud degli Stati Uniti: il bel "Altre voci altre stanze", di Truman Capote e il non pienamente risolto "Il cuore nero di Paris Trout" di Pete Dexter che ha avuto una storia editoriale, qui in Italia, abbastanza singolare: inizialmente uscito per Mondadori in una collana brossurata non so dirvi quale, quindi declassato nei Gialli (la copia che ho comprato io in una bancarella a 2 euro), e infine riproposto da Einaudi Stile Libero che lo ha sdoganato e fatto apprezzare alla critica e al grande pubblico. Una lezione di strategie di marketing? Di branding strategy?
Se la visione del film che ne è stato tratto mi ispirerà ne scriverò più approfonditamente (mi incuriosisce in particolare il fatto che sia stato sceneggiato dallo stesso Dexter: in generale non mi pare una grande idea lasciare l’onere della riduzione all’autore).
Per finire ho iniziato "Paddy Clarke ah ah ah!" (ma che razza di titolo) di Roddy Doyle, perché non ho letto nulla di Roddy Doyle, che gode di buona stampa (e perché ho trovato anche questo su una bancarella a pochi euro). Sono a pagina 30 o giù di lì.
Ho poi letto due o tre libri per il romanzo storico di cui sotto.
Mi ero portato anche "Domani nella battaglia pensa a me" (per gli stessi motivi del precedente: trovato sulla bancarella e desiderio di leggere qualcosa di Javier Marìas che non fosse un articolo sul Real Madrid), "La versione di Barney" di Mordecai Richler,  perché pensavo di farmi due risate sulla spiaggia (ma in spiaggia ho letto poco, giusto Paris Trout per via del formato) (lo sta leggendo mia moglie) e i racconti di Alice Munro "Nemico, amico, amante", che ho iniziato ma interrotto.
Ho letto saltuariamente il quotidiano; guardato poco pochissimo la televisione.
Sono stato in posti incantevoli, ho visto un mare trasparente, freddo ma accogliente, calmo e complice la notte, con una risacca che si arrotolava quieta sulla battigia illuminata dalla luna: romantico? Dovevate vederlo.

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Categorie:-, discorsi, letture Tag:,
  1. 28 agosto 2007 alle 12:12

    A proposito di libri con particolari eccessivi: sono d’accordo con te, questa mania per i dettagli è snervante. Non la chiamerei “cura maniacale”, perchè sarebbe più accurato tralasciare questo superfluo nozionismo…
    E’ quasi ridicolo come, leggendo “Black Sunday”, mi sia imbattuto nella descrizione PERFETTA di un motoscafo della guardia costiera americana… perfino il calibero dei cannoncini di bordo!!! Cosa me ne farò mai – e a chi interessi – non ha senso chiederlo…
    Io credevo si trattasse soprattutto di pomposo sfoggio di cultura per assicurare il maggior realismo possibile alla narrazione… il lato “marketing” mi era sfuggito di considerarlo….

    Ti invidio per i bei luoghi in cui sei stato!

  2. bsq
    28 agosto 2007 alle 13:24

    Ciao. Per la cronaca i bei posti (che ho trascurato di elencare nel dettaglio) sono Mazara del Vallo, Trapani, e dintorni (Valle del Belice, S.Vito Lo Capo eccetera)
    e.

  3. bsq
    31 agosto 2007 alle 10:38

    Esattezza[..] Vi dicevo qualche giorno fa, al mio ritorno dalle vacanze, del fastidio che mi ha procurato la lettura di parecchi brani di Sabato, di Ian McEwan. L’esattezza è, come è noto, una delle categorie fondamentali delle Lezioni americane di Ca [..]

  4. 10 settembre 2007 alle 12:21

    Penso che attingerò qualcosa da qui per le mie letture, che attualmente non riescono ad avvincermi. Ad es. Truman Capote, perchè no? Di Doyle anni fa ho letto ‘La donna che sbatteva nelle porte’ e mi era piaciuto moltissimo.

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