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Buoni propositi

E novità. Sostanziali.

L’anno è finito e le vacanze sono state l’occasione per riprendere in mano i libri che avremmo voluto leggere o rileggere con calma, davanti al caminetto schioppettante e alle luci intermittenti dell’alberello sintetico di Natale mentre, alle nostre spalle, il presepe, immerso in un pungente aroma di muschio stantio, emana il suo regolare sussurro provocato dalla fontana di acqua riciclata.

Io per esempio mi sono ripromesso di finire il libro che ho in lettura come lettore volontario di VibrisseLibri e scriverne una oculata scheda. Mi ero poi portato dall’ufficio roba come "Questioni di epistemologia biblioteconomica", o "The Nature of things – Challenges of openness in science communication and publishing", o "Analysing and evaluating usefulness and usability in electronic information services", o ancora la risolutiva risposta all’appassionante quesito:" Electronic journals: are they really used?" (dove l’uso del corsivo è chiaramente intimidatorio se non inquisitorio), o, per finire, sciropparmi l’intero Report dal titolo "University Library spending on books, journals and electronic resources – 2005 update".

Indovinato: nulla di tutto questo è stato fatto. A parte il libro Vibrissiano che è stato sì, portato avanti, ma non quanto avrei voluto, il malloppo professionale è rimasto al calduccio dentro lo zainetto dove era stato collocato il 22 dicembre e ne è uscito solo ora che sono ahimè rientrato in ufficio.
Come ogni anno, pur senza poter dire di aver fatto altro, tutto ciò è rimasto nel meraviglioso, accogliente regno delle velleità.

Tuttavia ho preso un paio di storiche e irrevocabili decisioni che segneranno il mio 2007 di cui mi pare essenziale mettere a parte l’universo mondo.

La prima. Ho ricominciato a mettere le "orecchiette" nelle pagine interessanti dei libri che leggo. Non lo facevo più dai tempi del liceo. Mi era stato fatto notare che così i libri "si rovinano". Che idiozia. Andiamo, non sono più un ragazzino. Quanto mi resta da vivere? 20, 30 anni? Pure fossero 40. A chi importerà allora se alcune pagine dei miei libri (posto che non siano andati a fuoco nell’incendio che spazzerà via quello che sarà rimasto della Città Eterna) hanno o no una piega sottile nell’angolo in alto? A me no di certo.

L’altra risoluzione è più impegnativa. Ho deciso di leggere tutti i libri intonsi che posseggo e che riempiono ormai circa tre scaffali della libreria del corridoio. Esattamente: il piano è di smaltirli tutti prima di riacquistarne altri. Tutti significa tutti: quelli avuti in dono, in omaggio, acquistati incautamente e non si sa più perché, quelli desiderati e chissà perché lasciati in stand-by per anni (ancora non so in quale ordine).
Tutti non significa tutti dall’inizio alla fine: significa aprire la pratica, in modo sistematico e puntuale ed eventualmente richiuderla dieci pagine dopo. Senza sconti e senza sensi di colpa. Ma almeno prendere una decisione e spostare il volume nella sua collocazione naturale: nella libreria ordinata per nazione e in ordine cronologico e poi alfabetico, o nei pacchi destinati al macero o alla biblioteca di Mazara.
Ecco il mio 2007: l’anno delle decisioni. Basta rinvii, basta ipocrisie e inadempienze.
Ho cominciato a stendere la lista: quanto tempo mi ci vorrà? Non lo so e non ha importanza. Mi serve metodo. E metodo sia.

Naturalmente il 2007 parte con decine di altri nobili propositi. Di essere più cinico, più buono, più intransigente con me stesso, di scrivere meglio, di non perdere tempo, di viaggiare di più, di risolvere alcuni fondamentali problemi personali.
Vi confesserò un segreto: per indovinare quale di questi non sarà certamente realizzato non dovete cominciare dal primo della lista.

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  1. 4 gennaio 2007 alle 10:21

    ti ho tenuto da parte il diario di un inconcludente. la mia bibbia. niente orecchie, però, eh.

  2. 4 gennaio 2007 alle 12:08

    ma la bella e le besti l’hai letto, almeno ? 🙂 (e qui il tono, se ci fosse l’audio, andrebbe immaginato come quello che Alex, l’indimenticato protagonista di quel capolavoro di Kubric, Arancia Meccanica (già bibbia di Burgess), profferisce al povero vecchio invalido su carrozzella, quando gli chiede “piaciuta almeno ?” riferendosi ad una pastasciutta ingozzatagli forzosamente…). Rido.

  3. bsq
    4 gennaio 2007 alle 12:27

    Cle’, pensavo giusto questa mattina in macchina ad Arancia meccanica. No, non l’ho letto.
    e.

  4. 4 gennaio 2007 alle 15:03

    bello il trucco di arancia meccanica. quell’occhio è indimenticabile.

  5. 8 gennaio 2007 alle 07:40

    Di tutto ciò che hai scritto in questo post ricordo solo il “Quanto mi resta da vivere? 20, 30 anni? Pure fossero 40”
    E tu vuoi davveri passare questo poco tempo leggendo?

  6. bsq
    8 gennaio 2007 alle 12:42

    Leggendo e facendo tante altre cose, alcune più altre meno interessanti… Insomma, continuerà il solito tran-tran, temo.

  7. 10 gennaio 2007 alle 07:39

    “il piano è di smaltirli tutti prima di riacquistarne altri.”. Ezio, quasi quasi ti mando un paio di scatoloni… [giulio]

  8. bsq
    10 gennaio 2007 alle 09:19

    “Così siamo bravi tutti”, per citare Rossella.
    Ezio

  9. 17 gennaio 2007 alle 11:43

    Il vizio delle orecchiette nelle pagine interessanti lo accompagno alla sottolineatura di stralci altrettanto interessanti contenuti nella pagina..ed ogni tanto me li rileggo, nella speranza che mi suscitino sempre le stesse emozioni.

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