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Tu chiamale se vuoi…

Alla mia bella età ho scoperto, ebbene sì, il piacere di fare (di essere?) come tutti quelli che mi circondano la mattina giù giù, nei sotterranei abbacinati della metro, e cioè di isolarmi dal resto del mondo, e collegate in modo instabile – per meri problemi fisiognomici – le cuffie all’affarino MP3 (niente di che) che mi è stato di recente regalato per aver moderato una tavola rotonda, perdermi inebetito in una dimensione semi-autistica devo dire niente male.

In effetti, vuoi mettere penetrare la folla che cerca di salire sul vagone della Linea B, superare la folla, gli odori, la tristezza del mattino, la risalita, gli appuntamenti, le cose che non si capiscono, o non si capiscono più o non si vorrebbero capire e come in un trip delirante di Google earth proiettarsi un’altra parte, lontano, galleggiando a mezz’aria e vedere tutto molto, molto più chiaro spinto da queste parole?

"The highways jammed with broken heroes on a last chance power drive
Everybodys out on the run tonight but theres no place left to hide
Together Wendy well live with the sadness
I’ll love you with all the madness in my soul
Someday girl I dont know when were gonna get to that place
Where we really want to go and well walk in the sun
But till then tramps like us baby we were born to run"

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  1. 25 ottobre 2006 alle 08:33

    Ah l’emozione, triste melodia, oasi di rassegnazione e di vana speranza, nostalgia per ciò che fummo e per i nostri vecchi ideali. Ricordo a tal proposito un vecchio moto d’ispirazione che mi diede la forza e il coraggio di compiere un gesto eroico. Erano i mitici anni 60, quelli delle spider, dei balli in spiaggia, dei cartelloni autostradali, delle bibite analcoliche, delle pupe cottonate e ossigenate, delle contestazioni giovanili, delle tracimazioni dei fiumi, della contrapposizione dura, del boom economico, della rinascita, del supplizio di tantalo, delle mosche tze tze, del martirio di Abramo, dell’invasione delle cavallette, della scomparsa dei dinosauri, della formazione orografica, della scoperta del metallo, dell’uso della pelliccia, dei combattimenti con sputi e gomitate, delle libagioni sconsiderate, delle pulzelle illibate e delle trattorie ereditate.
    Cosa volevo dire, non ricordo più.

    Una voce diversa

  2. bsq
    25 ottobre 2006 alle 08:36

    Non ha importanza
    I cartelloni autostradali sospetto ci siano ancora. Tutto il resto, ne convengo, no.
    ciao

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