Differenze

Alla fiera.
– Sai, dico, qual è la differenza  fra uno scrittore americano e uno scrittore italiano?
– Quale?
– Che uno scrittore americano avrebbe descritto tutto quello che vediamo in modo molto analitico e impersonale: la tipa cinese sulla scaletta, gli accendini a forma di fucile, le bambole, lo zucchero filato, i cavatappi, lo straccio magico per spolverare… Tutto.
– Quello italiano?
– Quello italiano avrebbe detto: c’erano cianfrusaglie di ogni tipo, migliaia di cose inutili, le tipiche cose che si trovano in tutte le fiere. Quello italiano generalizza, banalizza. Quello americano ti racconta proprio questa fiera qui.
– Sei sicuro?
– Sì.

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  1. 16 agosto 2006 alle 17:26

    Però gli scrittori americani li pagano un tanto a parola.

  2. 21 agosto 2006 alle 14:43

    ciao, bsq. sono incappato in un tuo post del 2004 (merito di google) in cui si diceva che hai partecipato a Voci dalla Rete. da bravo coinquilino (sono l’autore del primo racconto del libretto) ti lascio il link al mio blog. a presto,
    ze

  3. bsq
    21 agosto 2006 alle 19:12

    ciao anche a te. A te è servito a qualcosa? Voci dalla rete, dico. A me per metterlo nel curriculum. (e auguri per il pupo)
    ezio

  4. 22 agosto 2006 alle 08:37

    grazie! mah. direi di no. anch’io l’ho messo nel curriculum, ma -un po’ per la qualità stessa del racconto, un po’ perché nel frattempo ho cambiato modo di scrivere- non ha certo impressionato nessuno. più che altro è servito a cementare l’amicizia con altri di IS. Se capiti ancora su Ze City, prova a dare un’occhiata al post di Sviluppi Imprevisti. Oltre all’autrice delle foto e a me, ci sono altri tre che ho conosciuto tramite IS.
    continui a scrivere?

  5. bsq
    22 agosto 2006 alle 21:37

    Sì, scrivo, con alterne fortune (una cosa su Inciquid eccetera). Forse (forse) potrebbe succedere qualcosa di interessante l’anno prossimo.
    ciao
    ezio

  6. 28 agosto 2006 alle 10:55

    Confermo. Gli scrittori americani fanno in quel modo lì, e sono per questo assai lodati in Italia. Se uno scrittore italiano prova a fare in quel modo lì, come gli americani, allora si dice: “Cheppalle questi italiani che fanno come gli americani”. giuliomozzi

  7. bsq
    28 agosto 2006 alle 23:01

    verissimo. e allora? O copi gli americani, o sei generico.
    ezio

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