False partenze

"Aprendo quel cestino della carta straccia rilegato in pelle che frivolamente chiamo ‘il mio taccuino’, tiro su a caso un pezzetto triangolare di carta da pacco, recante da un verso un francobollo annullato. Sull’altro è scritto: Boopsie Dee era un bel tipo.
Ci sono centinaia di questi pensieri […].
Questi ghiribizzi non richiedevano alcuna fatica, erano chimere da fumatore d’oppio, che svanivano insieme al fumo della pipa, sapete cosa intendo dire. Il solo piacere di pensarci era come trasformarle in qualcosa di reale. Sono le sei, le dieci, le trenta pagine a costituire per me le preoccupazioni del mestiere, come pozzi di petrolio che non rendono niente. Sono loro le mie false partenze".

(F.S. Fitzgerald, Crepuscolo di uno scrittore)

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