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Casa di cura Ara Pacis

AraPacis1_M–    Cos’è qvesto ospedale?
–    Quale ospedale? domando a mia volta.
L’uomo avrà una cinquantina d’anni, parla un buon italiano con un forte accento tedesco.

–    Qvesto qva: tutto bianco e vetri: è un ospedale, no? Ma quale ospedale è?
–    No, questo è … un museo.
–    Una volta qui c’era l’Ara Pacis.
–    E c’è ancora. E’ il nuovo museo dell’Ara Pacis.
–    E perché l’hanno fatto così? Potevano fare tutto di vetro, tutto trasparente, no?
–    Lo ha progettato Richard Meier.
–    Così non si vede più…
–    Non saprei…
–    C’è una cosa buona: ora qui è tutto al riparo del vento.

Non sono fra coloro che lo butterebbero giù. E nemmeno posso dire che sia un’opera riuscita. Fa tanto “Museo della Memoria”, “Mausoleo dell’olocausto” o una roba di questo genere. Però aspetto che sia chiuso il cantiere che di fatto impedisce di capire l’impatto visivo del Museo sull’area circostante, soprattutto il peso che ha sulle due chiese retrostanti (non così nascoste come avevo letto), San Girolamo degli Illirici e San Rocco.AraPacis-2M
Così a prima vista sembra che Meier non abbia volutamente tenere conto del contesto. Mi spiego: mi rendo conto che questa può sembrare una scelta dissennata, oltraggiosa, o semplicemente “brutta”. A me pare che l’inserimento di elementi di architettura contemporanea in un contesto storico pongano sempre e comunque questi problemi. Quale rapporto armonico ci può essere con l’architettura barocca? Allora che si dovrebbe fare? Semplice, dice qualcuno: lasciamo tutto com’è. E infatti nessuno si sogna di alterare la skyline di piazza Navona, o di corso Vittorio.
Ma il lungotevere, e in particolare l’area di Piazza Augusto Imperatore è già di per sé un’area devastata dall’architettura “moderna”: un’architettura, quella di Morpurgo e Busiri Vici (i cui progetti vennero pesantemente condizionati dall’estro urbanistico di Mussolini in persona), senz’anima, inespressiva, fredda. Palazzoni per uffici si alternano a spazi verdi senza alcuna pretesa, senza instaurare alcun dialogo formale con il passato. Il Mausoleo di Augusto se ne sta lì, assediato dagli alberi, scomparso dagli itinerari turistici, come una qualsiasi spartitraffico.
AraPacis-3MIn questo contesto l’inserimento di un’opera fortemente caratterizzata – come quella di Meier, ma come sarebbe stata quella di chiunque altro – rappresenta comunque un segno di discontinuità che va giudicato non come un oltraggio (a cosa?) ma per quello che è.
Il volume sembra eccessivo, ma lo sviluppo parallelo al Lungotevere conferisce comunque una dinamica orizzontale, compensata da tagli ortogonali tipici di Meier che spezzano il ritmo.
La parte a vetri, da cui si vede bene l’Ara Pacis è sicuramente la migliore.
Io sono per i contrasti. per il Beaubourg , per la Piramide di Pei .
Sull’Ara Pacis non so. Sembra, quella di Meier, un’architettura da rendering di AutoCad, smisurata, autosufficiente.

[facendo clic sulle immagini esse si apriranno in una finestra pop-up un po’ ingrandite]

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Categorie:architetture, roma
  1. 14 maggio 2006 alle 13:12

    non l’ho ancora vista nel suo soprabito cementizio. ma meier? è un architetto, no?

  2. 16 maggio 2006 alle 10:36

    so che ho qualcosa da dire. me lo sento. ma prima vorrei concedermi un’immersione, li davanti, a questo divertissement a spese dei contribuenti romani, e dirti delle mie impressioni, colte, sul posto. Come la verdura, per campi, si.

  3. 15 maggio 2008 alle 14:32

    “Intervista” interessante, espicativa molto più di tante dissertazioni culturali. Purtroppo qui Meier ha sbagliato tutto: contesto, maleriali, pesantezza dell’idea. Peccato da lui mi aspettavo qualcosa di più! Forse anche mal consigliato… bah chissà…

  4. bsq
    15 maggio 2008 alle 15:27

    Ormai sta lì. Metabolizzata dal traffico che gli passa accanto, lento, quasi un doppione del Tevere, più sotto.
    Sono proprio sbagliati i volumi. La teca in quanto tale, è molto bella e funzionale, sia da fuori che dentro. E’ chiaro che com’era prima non era “niente”. Ed è chiaro che è molto più brutta Piazza Augusto Imperatore, lì accanto (lo dico per i non romani), ma nessuno apre bocca.
    Insomma, ho letto che qualcuno vorrebbe “limitarsi” a togliere il muro che impedisce la vista di San Rocco. Forse non è un’idea malvagia.
    Ezio

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