Ci siamo

Non mi piace parlare di politica, di usare il politichese, non mi piace pensare la politica dei partiti, non mi piacciono i politici, non mi piace dibattere di politica. trovo imbarazzante discutere con un berlusconiano.
Non lo faccio mai, e ora che ho dedicato 4 o 5 post alle elezioni vorrei non averli scritti (ma in qualche modo dovevo sfogarmi).
Detto questo devo confessare che da quando c’è B. faccio molti dibattiti, fra me e me, immaginando quello che l’oppositore di turno dovrebbe, avrebbe dovuto dire, secondo me, per contrastarlo con efficacia. Perché al dunque, nei vari – non molti per la verità – dibattiiti, tutte le volte sono rimasto deluso. Come se al dunque a B. sia concesso un po’ più di quanto ci si aspetti.
Quest’anno finalmente si è sentito qualcosa di più. Non molto, ma qualcosina di più. Però i dibattiti interiori (sulla metro è il luogo ideale dove farli svolgere) li ho fatti lo stesso. E pensavo: ora scrivo a Prodi, avrà una mail dove raccogliere le idee, i suggerimenti della base… un forum che qualche suo collaboratore legge, da dove possa trarre spunti, idee, suggerimenti…
Poi non l’ho mai fatto. Non sono mai andato neppure una volta a controllare che questi spazi di democrazia dal basso poi ci fossero; non mi sono mai illuso che qualcuno (se ci sono) se li sarebbe letti con questo spirito, e in ogni caso non ho avuto né la voglia né il tempo per andare a verificare.
Così tutte le mattine, sulla metropolitana, iniziavo il mio dibattito livoroso ma arguto, sognando di poter essere il ghost writer di Prodi e dargli due o tre dritte retoriche per annichilire il suo competitore.

L’Italia è un paese strano. E’ un paese dove si ha paura della verità. Curioso no? In Italia chi puo’ più parlare in televisione delle origine quantomeno dubbie delle fortune di B.? E delle sue peripezie giudiziarie? Marco Travaglio, il quale infatti viene zittito da destra come da sinistra. Luttazzi, Grillo: tutta gente che di tornare in TV se lo puo’ sognare, additati da tutti come pericolosi estremisti, dannosi e controproducenti. Meglio tacere. Meglio metterci una pietra sopra. Meglio non demonizzare.
A parlarne ora si fa la figura di vecchi rincojoniti.
A me pare un paese strano, questo.

Ora però in conclusione voglio dire: vinca pure la destra. Non mi scandalizzerò né mi sorprenderò. Vorrà dire che l’Italia è questo che vuole e questo che si merita.

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  1. 9 aprile 2006 alle 08:28

    anche io non avrei voluto. eppure, mi ha coinvolto la strana sensazione che oggi alla urne ci fosse in gioco di più: perchè è in gioco di più. Se gli italiani vorranno questo, è questo che si meritano. Eppure, ogni tanto bisognerebbe restare piacevolemente stupiti. 🙂

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